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martedì 22 dicembre 2015

LE PAROLE DI MANFREDI AD ANTENNA GIALLOROSSA

"La nostra squadra può ancora ambire a raggiungere i playoff, non dobbiamo lasciare nulla di intentato, anche perchè trascorrere un girone di ritorno senza ambizioni significherebbe lasciar perdere quell'entusiasmo creatosi in questo periodo. Ovviamente dobbiamo fare tutto questo guardandoci le spalle.
Tutte le big verranno a giocare a Messina, se riusciremo a fare qualche acquisto importante potremo puntare in alto; noi vogliamo vincere sempre ma allo stesso tempo non vogliamo illudere nessuno.
Berardi verrà severamente punito dalla società perchè ha lasciato i compagni in 10. E' la seconda volta che succede e non può lasciare i compagni in 10 con queste azioni. Tuttavia è un ragazzo professionale e sul quale puntiamo fortemente, quindi non bisogna crocifiggerlo. Ha chiesto scusa ai compagni e tramite me ai tifosi, ma comunque noi saremo intransigenti su questo episodio.
La nostra società è impegnata nel sociale e abbiamo varato un ricco programma di avvenimenti per persone che magari sono impossibilitate a venire allo stadio ma vorrebbero farlo, quindi non abbiamo lasciato nulla d'intentato nel marketing.
Noi ci stiamo adoperando da mesi per dare una nuova immagine alla nostra società che negli ultimi anni è stata scalfita. Non può bastare una sconfitta a Caserta per mettere in giro queste infamanti voci; se dovessimo sapere qualsiasi cosa la denunceremmo, quindi smettiamola perchè certe notizie girano da stanotte mentre tornavamo da Caserta. Io direi di smetterla perchè apriamo una voragine dalla quale non usciamo più. L'intervista di Di Napoli che parla di persone che la pagheranno non riguarda questo argomento, ma riguarda le prestazioni in campo.
Noi le prime 10 partite le abbiamo giocate palla a terra, ma quando i 3 in avanti si sono fatti male e con l'arrivo di Parisi abbiamo iniziato ad utilizzare i lanci lunghi.
Quando vincevamo le partite eravamo tutti felici, ora abbiamo iniziato i processi. Dobbiamo stare uniti e cercare di risolvere il problema, e non è dando la colpa a uno o all'altro che si può fare questo, specialmente in questo momento in cui abbiamo pochissimi attaccanti.
Volevamo posizionare il brand del Messina a un certo livello e diciamo che ci siamo riusciti. Adesso si è creato un certo appeal attorno alla società, che è composta da messinesi innamorati della propria maglia. Tutti si sono sempre dichiarati disponibili ad allargare la società ad altri imprenditori. Il presidente a più riprese ha detto che ci sono stati imprenditori che lo hanno avvicinato.
I debiti non sono quelli di cui si era parlato ma ormai è storia vecchia. Se la città vuole raggiungere certi obiettivi è necessario che tutti remiamo nello stesso verso, anche i tifosi devono darci una mano.
Lo staff legale assieme alla proprietà stanno facendo numerose transazioni per saldare i debiti.
Noi abbiamo in concessione solo il "San Filippo", il "Celeste" lo utilizziamo solo per gli allenamenti ma non è dato in concessione a noi. Per fare degli investimenti ovviamente è necessario avere una concessione di più anni.

domenica 6 dicembre 2015

LEGA PRO, RISULTATI E CLASSIFICA DOPO LA QUATTORDICESIMA GIORNATA

RISULTATI:
Juve Stabia 5-5 Ischia (3' Nicastro (JUV); 5' Kanoutè (ISC); 10' Arcidiacono (JUV); 23' Nicastro (JUV); 32' Mancino (ISC); 38' Migliorini (JUV); Florio 47' (ISC); 52' Obodo (JUV); 87' Patti (ISC); 89' ag. Romeo (ISC))

Il gol di Ciciretti del momentaneo 0-3 in Catania-Benevento
Catania 1-3 Benevento (55' Ciciretti (BEN); 71' Mazzeo (BEN); 89' Ciciretti (BEN); 92' Nunzella (CAT))

Matera 2-1 Paganese (28' Rolando (MAT); 33' Ingrosso (MAT); 84' ag. Ingrosso (PAG))

Lecce 2-0 Messina (56' Surraco (LEC); 87' Lepore (LEC))

Cosenza 1-0 Melfi (16' Arrighini (COS))

Catanzaro 0-0 Andria

Martina Franca 3-0 Lupa Castelli Romani (27' Baclet (MAR); 75' De Lucia (MAR); 79' Schetter (MAR))

Casertana 2-1 Monopoli (12' Alfageme (CAS); 39' Agyei (CAS); 91' Croce (MON))

Akragas 0-1 Foggia (85' Sarno (FOG))

CLASSIFICA:
1. Casertana 30
2. Foggia 25
3. Lecce 25
4. Cosenza 24
5. Benevento 23 (-1)
6. Messina 21
7. Andria 19
8. Catanzaro 18
9. Monopoli 17
10. Matera 16 (-2)
11. Juve Stabia 16
12. Paganese 16 (-1)
13. Akragas 15
14. Ischia 14 (-4)
15. Catania 12 (-11)
16. Martina Franca 11 (-1)
17. Melfi 10
18. Lupa Castelli Romani 5 (-1)



lunedì 23 novembre 2015

LA STORIA DEL MESSINA IN 8 PARTI: IL RITORNO IN SERIE B E FRANZA (7° PARTE)

Emanuele Aliotta
Nel 1994 il Cavaliere Crupi decise di fondere il Villafranca, militante in Eccellenza, con il Tremestieri. Da questa fusione nacque l'Unione Sportiva Peloro che venne rilevata il 18 dicembre 1995 dal ragioniere Emanuele Aliotta, che partì con l'obiettivo di portare al più presto la società in Serie D. Nelle battute conclusive della stagione, il Messina si trovava al terzo posto, a -1 dal Giarre secondo e a -3 dal Vittoria. All'ultima giornata al "Giovanni Celeste" va di scena il match tra seconda e terza forza del campionato: gli spettatori sono 8.000, il Messina asseconda l'entusiasmo e vince 2-1 grazie a un goal di Salpietro in pieno recupero. La squadra termina a pari punti col Vittoria, e a decidere chi andrà in Serie D sarà uno spareggio in campo neutro.
A Bagheria 3.000 tifosi giallorossi seguono la squadra che grazie ad un goal di Salpietro vola in Serie D.
Il primo anno la squadra si stabilisce a metà classifica e nel frattempo diventa la prima realtà cittadina in seguito alla retrocessione in eccellenza dell'AS Messina. Nell'estate del 1997 cambia denominazione in Football Club Messina Peloro.
Nella stagione 1997-1998 l'allenatore è Pietro Ruisi, la squadra viene rinforzata con giocatori di categoria superiore, come Pannitteri, Berti, De Rosa, Surace, Romano. A fine stagione il Messina ritorna nel professionismo dopo aver letteralmente ammazzato il campionato. Questi i numeri del Messina Football Club 1997-1998:
·24 partite senza perdere
·Miglior difesa
·Miglior attacco
·Vittoria record (Messina 10-0 Caltagirone)
·Seconda squadra con meno sconfitte in tutta la Serie D (2)
La stagione seguente il Messina punta ancora al salto di categoria, Ruisi viene confermato e la squadra viene stravolta. Dopo la diciassettesima giornata, al termine della quale il Messina si trovava a metà classifica, Ruisi viene sostituito e al suo posto arriva Stefano Cuoghi che porta il Messina al secondo posto, utile per giocarsi i play off. In semifinale la squadra di mister Cuoghi sconfigge la Turris (1-1 in Campania, 1-0 a Messina), ma perde in finale nel campo neutro di Lecce, con oltre 10.000 tifosi giunti al "Via del Mare", contro un Benevento tanto forte quanto fortunato ai tempi supplementari (2-1), dopo che i giallorossi siciliani erano passati in vantaggio.
La stagione successiva il Messina non può fallire, il presidente Aliotta rinforza la squadra ove necessario (Obbedio nel mercato estivo e un certo Buonocore in quello invernale) e ammazza il campionato, chiudendo a +12 dalle inseguitrici L'Aquila e Acireale, ritornando in Serie C1 dopo 7 anni.
Bene, ora arriva una stagione particolare, siamo nel 2000, il Messina ritorna in Serie C1 e si appresta ad affrontare una delle stagioni più incredibili della storia. Quella squadra, il Football Club Messina Peloro, non era composta da semplici calciatori, ma da uomini con gli attributi che sudavano sempre la maglia. Cecere, Criaco, Portanova, Buonocore, Marra, Torino sono solo alcuni dei nomi che resero grande quella squadra. E dire che la stagione non era iniziata tanto bene, nelle prime tre giornate altrettanti pareggi con Viterbese, Pesaro e Fermana, alla quarta la vittoria con l'Atletico Catania e poi brutta batosta in casa dell'altra squadra di Catania, i rivali di sempre, che s'impongono 4-0. Ma a quel Messina le cose semplici non piacevano. Così la squadra inanella una serie di risultati utili consecutivi (eccezion fatta per la sconfitta casalinga con la Torres, al termine della quale viene esonerato il tecnico Paolo Beruatto, sostituito da Carlo Florimbi) che lo portano fra le prime della classifica. Siamo alla quattordicesima giornata, si va alla "Favorita", Palermo, contro la capolista. Sulla carta non ci sono storie, loro hanno il fattore campo, una squadra più attrezzata, il vantaggio in classifica. Ma non hanno tenuto conto sempre della pazzia di quel Messina, che va sotto dopo 50 secondi dall'inizio del match. Bene, sei sotto di un goal dopo 50 secondi, in un derby, in casa della capolista, ormai sei condannato alla sconfitta. Non andateglielo a dire a Buonocore e compagni, che al 26' guadagnano un rigore, tuttavia sbagliato da Torino. Ma sulla ripartenza Buonocore serve Torino che si riscatta e trafigge Sicignano: 1-1, e ora il Messina vuole osare, fino a quando succede... siamo al 36', Criaco la passa a Di Fausto che serve Torino sulla fascia, cross e c'è Denis Godeas che insacca: il Messina sta vincendo a Palermo. Al 31' vengono espulsi Cecere per il Messina e Belmonte per il Palermo, e a 10 minuti dalla fine c'è un rigore per il Palermo. La fortuna non assiste il Messina quel giorno, ma non importa, perchè Cappioli prende il palo. Passano 10 minuti, 10 interminabili minuti più il recupero, e al fischio dell'arbitro è una festa giallorossa: il Messina vince a Palermo dopo 41 anni e si porta a un passo dalla vetta. Dopo quella partita il Messina inizierà a volare e si presenterà al match di ritorno col Palermo con due sole sconfitte contro Catania e Torres, le stesse del girone di andata, e a -5 dalla vetta. Anche questa volta il Messina vince e si porta a -2 e, mentre va a vincere a L'Aquila, il Palermo pareggia ad Andria: mancano due giornate, Messina e Palermo sono prime a pari punti, ma il Messina ha il vantaggio degli scontri diretti. Alla penultima vince col Savoia 2-0 e il Palermo espugna Nocera con il punteggio di 2-1. Andiamo all'ultima giornata: si va al 'Partenio', ad Avellino, una squadra che non ha molto da chiedere al campionato in quanto già qualificata ai play-off, ma può e vuole arrivare al terzo posto. Ci sono oltre 8.000 messinesi, pronti a fare festa. Il primo tempo tuttavia termina sullo 0-0, e arriviamo all'88' sempre sullo 0-0. No, non possiamo perdere così la promozione, e arriva il calcio di rigore per il Messina. Ma realizzarlo è pure fin troppo banale per quel Messina. Torino sbaglia e, come se non bastasse, due minuti dopo una ripartenza dell'Avellino porta Caridi a segnare: l'incubo è realtà, il Messina dovrà giocarsi i play-off. La semifinale è ad Ascoli, all'andata la squadra di Florimbi perde 1-0, al ritorno vince 2-1 al "Celeste" e, vista la miglior posizione in classifica, va in finale. Contro il Catania, contro quella squadra che ci ha battuti sia all'andata che al ritorno. E qui si consuma l'ultima pazzia del Messina: al 'Cibali' la squadra passa in svantaggio ma nel secondo tempo Sasà Marra porta il punteggio sull'1-1, e ora al ritorno sarà solo ordinaria amministrazione. 17 giugno 2001, al "Celeste" c'è il tutto esaurito, la partita col Catania è troppo sentita, e poi non possiamo non salire in serie B dopo quello che è successo ad Avellino. Nel primo tempo il Messina gestisce la partita, nel secondo si deve difendere dagli attacchi del Catania, ma al 53' c'è il cross di Buonocore, Godeas è solo in area e viene messo giù: calcio di rigore, nessun dubbio. Se ne incarica Sullo. il capitano di mille battaglie, che trafigge Iezzo: il Messina è a un passo dalla serie B. Saranno 37 minuti di agonia, ma alla fine il "Celeste" diventa una bolgia: il Messina vola in Serie B, contro ogni pronostico, proprio quando tutto sembrava ormai perduto. Un giusto riconoscimento per l'eterno Emanuele Aliotta, il presidentissimo, e per tutti i giocatori, protagonisti di un'annata incredibile. Tuttavia anche le giornate felici vengono rovinate, e anche la festa si macchia di nero: nel pre-partita, durante gli scontri tra le due tifoserie, Tonino Currò viene colpito da una bomba esplosa proprio vicino a lui, in curva nord. Rimane in coma fino al 2 luglio, giorno del decesso, di fronte ad una città incredula che aspetta ancora giustizia.
La stagione seguente il Messina affida la panchina a Daniele Arrigoni e conferma la squadra dello scorso anno. La squadra comincia bene, trascinata dalle giocate del fantasista Enrico Buonocore, tra cui quella in Messina-Palermo 2-0 (video sotto) tutta da gustare. Tuttavia a causa di un infortunio nel derby con la Reggina del 21 novembre termina la stagione e di fatto la sua avventura col Messina, e lì la squadra inizia a precipitare fino ad ottenere una sofferta salvezza all'ultima giornata (2-1 al Crotone) grazie ad acquisti di giocatori come Prodan e Grabbi. 

Nell'estate del 2002 avviene una rivoluzione societaria e la società passa in mano alla famiglia Franza, che opera nel settore armatoriale grazie ai servizi di autotraghettamento nello Stretto di Messina, turistico con la gestione di numerose strutture alberghiere e immobiliare.

lunedì 16 novembre 2015

LA STORIA DEL MESSINA IN 8 PARTI: DAI "BASTARDI" AD ALIOTTA (6° PARTE)

Siamo nell'estate del 1984, a Messina si respira un'aria di ottimismo in seguito alla salvezza ottenuta nella stagione appena conclusa. Il presidente Michelangelo Alfano ha appena ceduto la società all'imprenditore edile catanese Salvatore Massimino, che per la nuova stagione allestisce una squadra da medio-alta classifica. In quella squadra figurano giocatori del calibro di Bellopede, Napoli, Romolo Rossi, Catalano, Caccia e Schillaci. L'allenatore è un certo Franco Scoglio, allenatore bravo ma che ai tempi aveva ancora tutto da dimostrare.
Il Messina nelle prime giornate stenta, raccoglie 4 punti in altrettante giornate e alla quarta inceppa in un'incredibile sconfitta in casa del Francavilla, che s'impone con il punteggio di 5-0. Da quel momento il Messina si riprende, vince 6 partite in casa (tra cui il derby con la Reggina vinto 1-0, gol di Catalano al quinto minuto) e ne pareggia 6 in trasferta. A fine girone di andata si trova a un passo dalle prime due posizioni che volevano dire promozione in Serie B. Nel girone di ritorno il Messina ha un notevole calo dal punto di vista dei risultati, ma ciò non le impedisce di stare a ridosso della promozione che sfuma solo nelle ultime giornate, con la squadra che chiude il campionato al terzo posto, a meno tre dalla promozione in Serie B che ottengono Catanzaro e Palermo. Tuttavia la società capisce che il momento di riprendersi quella Serie B che manca da ben diciotto anni è arrivato, i tempi sono maturi e le aspettative della piazza sono elevatissime. Questa è l'Associazione Calcio Riunite Messina 1985-1986:
Portieri: Di Palma Vincenzo, Nieri Enrico, Lucetti Angelo;
Difensori: Bellopede Antonio, Cei Silvio, Napoli Nicola, Papis Attilio, Rossi Romolo, Pace Angelo, Romeo Alessandro;
Centrocampisti: Bonacci Augusto, Catalano Giuseppe, Dominissini Loris, Orati Luciano, Rossi Leonardo, Venditelli Enrico, Papa Ignazio, Pontoriero Ferdinando;
Attaccanti: Buffone Giorgio, Caccia Franco, Diodicibus Alberto, Schillaci Salvatore, Tusino Paolo, Finocchio Domenico, Silipigni Gaetano;
Allenatore Sig. Franco Scoglio.
Pronti, via. Il 23 settembre inizia la stagione del Messina, al "Celeste" vi è un numeroso afflusso di pubblico, ma ciò non basta al Messina per guadagnare i primi 3 punti stagionali: nella prima, infatti, la squadra di Scoglio pareggia 0-0 col Taranto. Dopo un inizio discutibile, la stagione giallorossa è sempre più un crescendo fino al 18 maggio 1986, quando il Messina vince a Benevento con un goal di Schillaci e mette un sigillo sulla promozione di fronte a quasi 6.000 tifosi giunti da Messina che si preparano per la festa. 28 maggio 1986: a Messina arriva il Cosenza in cerca di punti decisivi per la salvezza. Alle 12:00 il "Celeste" è strapieno, alla fine i paganti saranno 29.000. Il Messina sente la pressione e al 10' va sotto con il gol di Simeoni, difensore dei calabresi. Tre minuti dopo, tuttavia, Napoli fa esplodere il "Celeste" prima del gol del vantaggio di Romolo Rossi al 41'. Le squadre vanno al riposo sul 2-1 per i giallorossi e al Messina basta gestire il risultato per festeggiare la Serie B e al 61' Catalano su rigore mette il sigillo sulla vittoria della compagine messinese. A nulla vale il gol di Tivelli al 77', perchè al triplice fischio il "Celeste" diventa una bolgia: il Messina ritorna in Serie B dopo diciotto anni di assenza. 

La stagione 1986-87 viene preparata nel migliore dei modi, l'obiettivo iniziale è la salvezza, ma si vede benissimo che quella squadra ha le capacità per andare un pò più in alto. Quella squadra annovera importanti giocatori del calibro di Rossi, Bellopede, Orati, Catalano, Napoli e un ancora giovane Salvatore Schillaci. E il campionato, per questa matricola terribile, inizia molto bene: dopo il pareggio col Bari alla prima giornata, arriva un grandissimo exploit a Roma e la squadra ottiene la prima vittoria contro la Lazio (0-1), seguita da quella con il Cagliari e il pari a Taranto, per poi perdere a Parma 1-0. Ma da lì il Messina ottiene diversi risultati utili consecutivi che portano i bastardi di Scoglio a ridosso delle prime.
Nel girone di ritorno, dopo la sconfitta a Bari, la squadra inanella un'altra serie di risultati positivi e si arriva alla 13° di ritorno dove, a Modena, i giallorossi vengono seguiti da 10.000 messinesi, tra cui il sindaco Bonsignore e il presidente della provincia Naro, ma la squadra impatta. Da quel momento la squadra non riesce più a vincere e vede sfumare il sogno Serie A, chiudendo il campionato al settimo posto. Negli altri due anni la squadra si stabilisce a metà classifica, mentre nel terzo qualcosa va storto e la squadra si salva ai play-out contro il Monza (1-0 nel campo neutro di Pescara, gol all'ottavo minuto di Doni). Nel 1990-1991 la società vuole alzare l'asticella delle ambizioni con qualche acquisto mirato in ogni reparto, ma la squadra non va oltre il nono posto, prima di subìre l'onta della retrocessione in Serie C1 nella stagione successiva, ma il peggio è dietro l'angolo: la squadra disputa un solo campionato in terza serie, dopo di che il presidente Massimino non iscrive la squadra in Serie C e viene fondata una società, l'AS Messina che nel 1993-1994 arriva al terzo posto nel CND. Nel frattempo nasce una nuova società, l'US Peloro, il cui presidente è un certo Emanuele Aliotta...

(Continua...)

lunedì 9 novembre 2015

DICHIARAZIONI DEL DG LELLO MANFREDI ALLA RTP



Il dg del Messina Lello Manfredi è stato ospite questa sera alla Rtp, durante la trasmissione sportiva "Antenna Giallorossa Sera". Ecco le sue dichiarazioni:

"Ho un grande gruppo di lavoro di marketing e ci stiamo sacrificando affinchè tutto vada bene.
E' evidente che i risultati della difesa è il frutto del lavoro della squadra; noi abbiamo una difesa che è la più forte del campionato e in questo sono stati bravi Christian e Arturo. Noi abbiamo gente di fantasia e il goal possiamo sempre farlo. Abbiamo una coppia di centrali fortissimi e la squadra ha preso l'anima del mister, che sta proponendo idee offensive.
Lo sponsor Barbera è match-sponsor e sarà per una partita, e per questa gara il marchio Barbera sarà presente sulle maglie, ma non sono in vendita al momento.
Andiamo avanti volta per volta e non diamoci degli obiettivi; non è un diktat della società, ma è un percorso che abbiamo deciso di seguire.
Vedere i calciatori in giro per la città ha fatto un ottimo effetto a tutti i messinesi stamattina. Dobbiamo tradurre tutto l'entusiasmo in presenze allo stadio domenica. Al momento sono stati staccati 6.400 biglietti, ma i numeri crescono ora dopo ora e i biglietti familiari sono 2.500 (quindi siamo già orientativamente sui 10.000). Fino alle 20 di domani sera i biglietti saranno a prezzi agevolati, dopo avranno un leggero ritocco. Per gli studenti di medie e superiori il biglietto resterà sempre di 5 euro. Per gli studenti universitari si potrà acquistare il biglietto a Palazzo Mariani e i primi 1.000 pagheranno 5 euro. Una volta finite queste scorte pagheranno 10 euro in Tribuna B.
Non possono comprare i biglietti i residenti nella provincia di Catania; l'attività investigativa della questura ha stoppato la vendita per i residenti fuori la città di Messina. Aspettiamo notizie dal CASMS e come società non riteniamo possibile che un tifoso del Messina residente al nord non possa assistere alla gara. Non è una scelta nostra, ma dipende da altri fattori. Noi vogliamo allargare la vendita a chi è nato a Messina, ma per vari motivi sono andati fuori. La società sta facendo di tutto per accontentare la voglia di migliaia di messinesi. Alcune frange estremiste dei tifosi del catania hanno portato le autorità a vietare la gara.
Abbiamo registrato difficoltà ai tornelli e la società ha dato incarico ad una società di Milano ed hanno aggiustato tutto e quindi non ci dovrebbe alcun problema.
Domenica apriremo la Tribuna B, ma l'obiettivo è aprire tutta lo stadio. Rimettere tutto in sesto comporta enormi spesate, ma prima vogliamo riprendere lo stadio.
Al momento sono aperti il parcheggio giallo e quello rosso (quello sulla rampa autostradale). Nelle stesse ricevitorie sarà possibili acquistare i biglietti; la società ha dato in gestione il tutto ad una ditta che si occupa di questo...Sono disponibili 1.200 biglietti circa e abbiamo chiesto alla questura l'apertura del parcheggio verde (quello del settore ospiti).
Invito i tifosi a non buttare il biglietto di Messina- Catania, perchè sarà oggetto di alcune iniziative a Natale.
Per quanto riguarda il poster ufficiale della squadra, stiamo aspettando che vengano definiti tutti gli sponsor e poi faremo una foto caratteristica che gli abbonati non dovranno acquistare, mentre gli altri sì.
Noi abbiamo pensato che tutti devono stringersi attorno alla squadra e da lì è partita l'attenzione della Confcommercio, Confartigianato, dell'università e dell'Ersu.
Stamattina siamo stati nel centro storico e abbiamo incontrato molta attenzione da parte della gente; noi pensiamo sempre alla gente e mai al singolo.
Il nostro ufficio commerciale ha mandato in giro varie offerte e poco dopo, abbiamo ricevuto la chiamata da Francesco Barbera e io ringrazio loro.
Ricordo a tutti che domenica la tessera domenica non vale e che bisogna entrare con il biglietto. Chi non ha ancora la tessera del tifoso, domenica una volta superato il tornello può sostituire il cartaceo senza problemi.
Domenica deve scendere la città e tutta la tifoseria, perchè domenica affrontiamo una squadra forte e dobbiamo remare tutti insieme.
Sull'e-commerce ci stiamo lavorando da settimane e tra meno di 10 giorni presenteremo il nuovo sito moderno e tramite questo sito sarà lanciato l'e-commerce. Per il point stiamo valutando alcuni locali, ma non voglio dare date.
Per i disabili c'e il parcheggio giallo con i relativi stalli gialli e potranno parcheggiare lì. La società a prescindere dallo sponsor non abbandonerà le attività nel sociale; nella gara di domenica le maglie avranno una scritta che ricorderà quel giorno e saranno messe all'asta.
Noi stiamo facendo tutte queste iniziative perchè vogliamo tanta gente allo stadio ed i ragazzi hanno bisogno del sostegno dei messinesi.


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LA STORIA DEL MESSINA IN 8 PARTI: DALLA SERIE A FINO A MASSIMINO (5° PARTE)

Victor Benitez assieme a Morelli
Siamo a Messina, è il 9 giugno 1963 e in piazza ci sono oltre 20.000 persone. In quel periodo Messina era sicuramente una delle più belle città d'Italia, che stava anche bene economicamente grazie al boom economico che stava colpendo tutta la nazione, ma per essere paragonata alle altre città italiane le mancava solo una cosa: la Serie A. Ecco il perchè di questi festeggiamenti: il Messina Calcio, al termine di una stagione memorabile, pareggia 1-1 con il Cosenza e festeggia la matematica promozione in Serie A, la prima nella sua storia.Per la nuova stagione in città si respira un entusiasmo incredibile, perchè in mezzo alle big del calcio, a quelle che in quel periodo vincono tutto quello che trovano davanti, sia in campo nazionale che in campo europeo, c'è anche il Messina. La squadra viene rinforzata con giocatori come Marcelo Pagani che però non lascia mai il segno, Morelli, Morbello, più l'acquisto a gennaio di un peruviano dal Milan, sul quale però ci soffermeremo dopo. La stagione non inizia benissimo: dopo le prime due sconfitte contro Sampdoria e Milan arriva la prima vittoria al "Celeste" con il Lanerossi Vicenza (2-0), ma la squadra non ingrana e termina il girone di andata all'ultimo posto con soli 10 punti in 17 partite. E no, così non va, nel mercato invernale bisogna cambiare qualcosa. Così  la società prova una scommessa, un peruviano in prestito dal Milan, Vìctor Benìtez, che mette il primo sigillo nella partita contro la Sampdoria, vinta 4-3 con un gol, appunto, suo e tre di Morelli. I risultati si iniziano a vedere: zero sconfitte nelle prime dieci partite del girone di ritorno, ma la salvezza ancora bisogna sudarla e ora giochiamo con Inter e Juventus: a Milano sono legnate, 4-0 per i nerazzurri, quindi è inutile pensare di vincere con la Vecchia Signora, in una partita dove i favori del pronostico sono tutti dalla parte dei bianconeri. E invece... Tribuna Sport, edizione del 20 aprile 1964: Sivori fuori, Caocci... dentro, il Messina vince con un autogol di un difensore juventino: 1-0. Ebbene sì, è successo l'impossibile, su cross sempre di quel bravino ragazzino peruviano, Caocci la butta nella propria porta, subito dopo l'espulsione di Omar Sivori. Da lì è pura formalità, due vittorie e due sconfitte e arriviamo all'ultima giornata, a Modena. E' tutto pronto in città, 10.000 messinesi a Piazza Duomo a vedere il  match dal maxi-schermo, 10.000 persone che dimenticano tutto: la famiglia, gli amici non esistono più, oggi esiste solo il Messina. Il Messina pareggia e mantiene la Serie A al termine di un campionato soffertissimo. 
L'anno successivo, tuttavia, iniziò una parabola discendente per la società: dopo la retrocessione in Serie B nel 1964-1965, il Messina sprofondò in terza serie dopo soli tre anni di cadetteria e ogni anno si mantenne a metà classifica fino al 1973, quando la squadra subisce un'altra retrocessione, questa volta in Serie D.
La stagione 1973-1974, la prima del Messina nei dilettanti, si aprì con un nuovo entusiasmo e una voglia di risalire il più in fretta possibile nelle categorie più importanti. Assecondando l'entusiasmo della piazza, il Messina vinse il campionato e ritornò in Serie C dopo un solo anno d'inferno, ma la società non riuscì più a mantenere economicamente la squadra e retrocesse nuovamente in Serie D nel 1976-1977. Nella stagione successiva il Messina si classificò al sesto posto e venne ammesso per meriti sportivi alla neonata Serie C2, dove vi rimase per cinque stagioni prima della grandissima promozione in Serie C1 grazie a un primo posto a +1 dall'Akragas. Dopo una salvezza sofferta, il presidente Michelangelo Alfano cedette la società a Salvatore Massimino, imprenditore edile catanese.

(Continua...)

venerdì 6 novembre 2015

DICHIARAZIONI DI CHRISTIAN ARGURIO A RADIO AMORE



Il ds del Messina Christian Argurio è intervenuto questa sera durante la trasmissione sportiva di Radio Amore "Anteprima Sport". Ecco le sue dichiarazioni:
"La partita di domani è molto importante, che viene dopo la prima sconfitta che ci porterà al derby. Sappiamo che il Melfi gioca molto meglio e per noi questa partita è importante per gli sviluppi del campionato.
Tavares non è stirato come Gustavo; Tavares fino ad ora si è sempre dovuto gestire ed è stato sempre al 40%. Dopo che ha risolto il problema al primo adduttore, a 10 minuti dalla fine della gara di Andria ha avuto un problema all'altro adduttore e d'accordo con il medico abbiamo deciso di curarlo definitivamente; Tavares tornerà in campo tra 20 giorni e quindi probabilmente da dicembre sarà disponibile...e se riuscissimo ad accelerare i tempi contiamo pure prima. 
Tutte le squadre hanno avuto problema di natura atletica e direi che solo 2 infortuni in una squadra senza condizione atletica è un'ottima cosa. 
Padulano ha risolto il suo problema e può giocare uno spezzone di gara già domani; Totò Cocuzza è pienamente recuperato e domani sarà a disposizione.
Noi dobbiamo valutare gara dopo gara e Arturo deciderà domani se far giocare o meno Carmine (Giorgione); noi cercheremo domani di mettere in difficoltà il Melfi e uno come Giorgione o Baccolo sono importanti per il gioco, ma il mister farà le scelte più opportune e i risultati fino ad ora gli hanno dato ragione.
Salvemini nasce esterno d'attacco; è un calciatore del 96 ed ha già fatto un goal...ha avuto un problema allo zigomo qualche settimana fa. Ha una struttura fisica che gli permette di coprire palla e infatti può fare la prima punta o una seconda punta che ruota attorno alla prima punta. 
Sono sereno per la gara di domani, perchè questo è un gruppo vero e questa è una squadra con un'anima vera.

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lunedì 2 novembre 2015

LA STORIA DEL MESSINA IN 8 PARTI: LA RINASCITA E LA STORICA SERIE A (4° PARTE)

L'ACR Messina 1962-1963
In seguito alla scomparsa dell'AC Messina si pose la necessità di trovare un sodalizio che rappresentasse un riferimento per gli sportivi messinesi. Così, dal seno dell'US Peloro nacque la nuova Unione Sportiva Tenente Mario Passamonte. Fondata il 7 aprile 1941, venne intitolata all'eroe di guerra nonchè ex giocatore della Peloro.
Viene nominato Commissario il prof. Carmelo Garofalo. I suoi collaboratori principali sono il Dr. Santo Saia, il Dr. Scarramuffa e Terrogna. I 4 ottengono un appoggio sempre maggiore da parte dell'ex presidente del sodalizio biancoscudato e successivamente presidente del Comitato Provinciale del Coni, l'ing. Giuseppe Verzera, che tre giorni dopo la fondazione della nuova società ne riunisce i dirigenti. In seguito a questa riunione viene emesso il seguente comunicato:"Il camerata Verzera ha espresso il suo vivo compiacimento per l’opera svolta dai dirigenti e nomina presidente dell’U.S. tenente Mario Passamonte, il camerata prof. Carmelo Garofalo, già commissario del sodalizio”. In fretta e furia venne allestito un nuovo organico, che debuttò il 24 aprile 1941 in un'amichevole contro il Crotone, conclusasi col risultato di parità. Il 2 maggio, inoltre, l'US Mario Passamonte organizzò una grande manifestazione sportiva in occasione della "Festa dell'asse" per celebrare l'allenza italo-tedesca, ovvero il "Patto d'acciaio". La partita termina 2-2, mentre due mesi più tardi la Passamonte sconfisse un'altra rappresentativa tedesca, col punteggio di 3-2. Il 25 agosto venne annunciata la partecipazione al campionato di Serie C, salvo poi non potervi prendere parte a causa della posizione strategica della Sicilia nel quadro della guerra, cosa che non vi consente uno svolgimento regolare della partite.
Si ritorna a parlare di calcio il 21 settembre 1942 quando la Passamonte riesce ad iscriversi al campionato di Serie C. La squadra debutta vincendo 4-0 contro l'Enna a Gazzi, seguita da un 6-0 al Marsala. Il 22 novembre arriva la prima sconfitta in casa del Catania (9-0). Il campionato ha svolgimento regolare fino a una giornata di fine gennaio del 1943, quando si scaglia sulla città il primo di una lunga serie di bombardamenti demolitori. Restavano intatti solamente i muri perimetrali degli edifici, che rimanevano in piedi quasi a voler dire agli assalitori che Messina è una città indistruttibile come, in fondo, si è sempre dimostrata. L'US Passamonte, tuttavia, riuscì a terminare il campionato, chiudendo al quarto posto.
I festeggiamenti per la Serie A in un viale S. Martino stracolmo
L'attività viene sospesa per cause belliche fino al 1945, quando nasce l'Associazione Sportiva Messina. Dal 1945 al 1947 si alternarono ben 3 squadre: Associazione Sportiva Messina, che chiuse al 6° posto nel girone F di Serie C 1945-1946, la rinata Associazione Calcio Messina, che chiuse al 5° posto nel 1946-1947, e l'Associazione Calcio Riunite Messina, che nel 1950 ottenne la promozione in Serie B vincendo lo spareggio col Cosenza. La società disputò tredici stagioni, dal 1950-1951 al 1962-1963, nella serie cadetta. Ci perdonerete, ma noi preferiamo concentrarci particolarmente sull'ultima stagione, quella della promozione in Serie A: il Messina è reduce da un settimo posto nella stagione 1961-1962. Il presidente Goffredo Muglia, tuttavia, è chiaro: nella stagione che verrà l'unico obiettivo sarà la promozione. In estate allestisce un'ottima rosa che parte a metà luglio del 1962 alla volta di Montecatini Terme (PT) per svolgere il ritiro precampionato: i portieri sono Rossi, Breviglieri e Sulfaro; i difensori Bassani, Cardillo, Dotti, Ghelfi, Regni, Sframeli e il capitano Angelo Stucchi; a centrocampo Bongiovanni, Canuti, Fascetti, Del Negro, Landri, Radaelli e Salomoni; l'attacco invece è composto da Benetti, Brambilla, Calzolari, Giacomucci, Calloni e Mujesan. L'allenatore è il Sig. Umberto Mannocci. Lo stadio è sempre quella struttura di Gazzi, nel frattempo intitolata alla memoria del tenente di vascello della Regia Marina, nonchè bandiera dell'US Peloro, Giovanni Celeste.
Il Messina debutta in campionato il 16 settembre 1962, impattando a Cagliari e, dopo aver ottenuto due vittorie consecutive (3-2 con l'Udinese e 2-1 con la Triestina, entrambe in casa), prima di capitolare in casa della Pro Patria (2-0 per i lombardi). Da quel momento il Messina inanella una serie di 17 risultati utili consecutivi, dallo 0-0 di Verona all'1-0 di Udine, prima della sconfitta in quel di Trieste, dove la formazione locale s'impone col punteggio di 1-0. Il Messina continua a guidare la classifica, e il 02/06/63, col pareggio in casa del Bari, ottiene la prima promozione in Serie A della sua storia. Il Messina, balzato in testa alla classifica il 18 novembre 1962 in condominio con il Foggia, ha preso il largo la domenica successiva, battendo al "Celeste" la Sambenedettese col punteggio di 3-0. Nella prima parte del campionato il Messina ha ottenuto 9 vittorie su 9, mentre in trasferta una vittoria, otto pareggi e una sconfitta. Nel girone di ritorno ha ottenuto 7 vittorie e 2 pareggi in casa e due vittorie, due pareggi e cinque sconfitte in trasferta. Adesso, arriva il bello: la prima Serie A nella storia del Messina.

(Continua...)

lunedì 26 ottobre 2015

LA STORIA DEL MESSINA IN 8 PARTI: LA PRIMA SERIE B E L'US MARIO PASSAMONTE (3° PARTE)

L'AC Messina 1928-1929
La prima stagione della nuova AC Messina si concluse con un secondo posto nel sottogirone D Siciliano del Campionato Meridionale che garantì al Messina la permanenza in Prima Divisione, categoria che, in seguito alla riforma dei campionati avvenuta nell'estate 1929, divenne la terza dopo la neonata Serie B e la Serie A. Nel campionato seguente il Messina arrivò secondo con 35 punti nel Girone Sud, dietro solo al Palermo che riuscì a farne 42. Nel 1931 arrivò la svolta: il Messina si presenta al nuovo campionato di Prima Divisione con un nuovo organigramma societario: il presidente è Francesco Lombardo, l'allenatore König Engelbert SeniorLa squadra vantava giocatori del calibro di Fidomanzo I, Re, ma soprattutto Cevenini III, una delle prime "teste calde" nella storia del calcio. Terzo di cinque fratelli, giocò in tutte e tre le squadre che ai tempi dominavano la scena: Juventus, Inter e Milan; vestì per 7 volte la fascia di capitano della Nazionale, abbandonata nel 1929. Arrivò a Messina a 35 anni.
Il Messina quell'anno arrivò secondo nel girone Sud della Prima Divisione, posizione che permise alla squadra di accedere alle fasi finali. Il girone era composto da quattro squadre, solo la prima sarebbe andata in Serie B. Il Messina dovette vedersela con Spal, Savona e Saronno, quest'ultimo ritiratosi prima dell'inizio delle fasi finali. Su 4 partite, il Messina ne vinse 3 e con 6 punti (ai tempi le vittorie valevano 2 punti) arrivò primo nel girone, ottenendo la prima promozione in Serie B della sua storia. Fondamentale fu l'apporto di Cevenini III, che realizzò 15 gol.
La squadra, orfana di Cevenini III, accasatosi al Novara, si presentò ai nastri di partenza del campionato di Serie B con una squadra totalmente rinnovata: mantennero il posto da titolare solo Fidomanzo I, Re, Bruni e Staccione II. La squadra debuttò in casa del Grion Pola, società che aveva sede nella città istriana di Pola, impattando con il punteggio di 0-0. La prima vittoria arrivò alla quarta giornata, quando il Messina vinse 2-0 contro il Modena, inaugurando alla grande lo stadio "Nuovo", situato a Gazzi. Quest'impianto, successivamente, prese il nome di "Giovanni Celeste". Il Messina disputò tutto sommato un ottimo campionato e arrivò al decimo posto in classifica, soddisfacendo completamente l'obiettivo iniziale di salvezza. La squadra, dopo un quinto e un ottavo posto nei due anni seguenti, sfiorò la storica promozione in Serie A nel 1935-1936, quando concluse al quarto posto, a soli quattro punti dalla zona promozione. Quell'anno il Messina ottenne anche un'ottima vittoria contro il Catania (1-0 al "Nuovo"). La formazione tipo era: Picciga; Buonocore, Conte, Brioschi, Calzolari; Zamboni, Re, Gardini, Gerbi; Lumia, Ferretti. 
Il Messina non riuscì più a bissare quel risultato e, dopo un decimo posto nel 1936-37, retrocesse in Serie C nel 1938, in seguito ad un campionato chiuso al diciassettesimo posto. Nel primo anno di Serie C il Messina deluse le aspettative, condusse un campionato tra alti e bassi e non riuscì ad andare oltre il terzo posto in un girone composto non da grandissime squadre. Il risultato negativo venne addirittura superato nella stagione seguente, quando il Messina mise in risalto i problemi finanziari della società, chiudendo al settimo posto. 
L'estate del 1940 fu fondamentale per la storia dell'Italia. Siamo nel giugno 1940, e da un anno è scoppiata la Seconda Guerra Mondiale. Nelle Alpi si combatté una battaglia che costò la vita ad oltre 1.300 italiani iniziando un periodo tragico per l'intera nazione. In un'Italia che ancora pensava alla guerra-lampo, in un'Italia convinta di ottenere una schiacciante vittoria, si continuò a praticare lo sport, almeno fino al 1943. A Messina, tuttavia, il pericolo della guerra venne percepito da tutti i cittadini che sentirono il bisogno di una riflessione, un qualcosa che potesse far capire a tutti il pericolo di una guerra di queste dimensioni e, parallelamente a questa situazione, il Messina scomparve dalla scena calcistica. Ritornò nel 1941, con la nascita dell'Unione Sportiva Mario Passamonte, in onore del tenente morto durante una battaglia nell'Africa Orientale.

(Continua...)




martedì 20 ottobre 2015

DICHIARAZIONI DI ARTURO DI NAPOLI A RADIO AMORE


Mister Arturo Di Napoli a Radio Amore:
"Non sono seccato dello scetticismo e diffidenza iniziale e i risultati nel tempo faranno ricredere tutti.
Io sono felice che stia tornando l'entusiasmo in città; il messinese deve scrollarsi la polvere di tristezza che l'ha accompagnato in questi anni e ci vuole tempo e pazienza. Insieme ai ragazzi dobbiamo fare gruppo e vendere cara la pelle.
Per il momento il 4-3-3 non è nei miei pensieri; con il modulo attuale sta facendo bene e quindi non cambierò. Alessandro Parisi in un 3-5-2 può fare il centrale e credo che il terzino lo può fare quando si autoconvince che può dare molto al calcio. E' chiaro che non vuole fare cattive figure e non vuole deludere chi si ricordava il Parisi di una volta. Con il tempo e la voglia può migliorare tanto anche a 38 anni e tornerà a far gioire i tifosi.
I ragazzi venderanno cara la pelle e hanno un grande senso di appartenenza e non hanno un grande stipendio.
Padulano speriamo di recuperarlo il prima possibile, ma sta recuperando da questo infortunio particolare e bisogna avere pazienza.
Tavares oggi si è fatto male e non ci sarà sabato e ha un problema agli adduttori; pure Gustavo ha un piccolo problema e speriamo di recuperarlo, sennò potrei avere dei problemi sulle fasce.
Allenare il Messina mi da un grande senso di responsabilità e a questa città voglio ridare un pò di quello che ho avuto e mi sento sempre in debito.
Noi non dobbiamo perdere assolutamente l'entusiasmo e la consapevolezza di stare facendo bene; dobbiamo tenere un profilo basso nel senso di lottare su ogni pallone e per il proprio compagno. Non dobbiamo perdere la fame di difendere quello che fino ad oggi abbiamo conquistato. Non so dove può arrivare questa squadra, perchè migliora giorno dopo giorno.
Io sono un tipo molto attento e spesso controllo i miei ragazzi alle 10 e mezza di sera.
Vukusic è un grande attaccante, ma adesso non voglio aggiungere nessuno per non rompere gli equilibri che si sono creati"

lunedì 19 ottobre 2015

LA STORIA DEL MESSINA IN 8 PARTI: DALLA PRIMA AMICHEVOLE ALL'ASSOCIAZIONE CALCIO MESSINA (2° PARTE)


"Cogli ultimi arrivi di oggi, i giuocatori del team di Messina che prenderanno parte alla gara di <<Football>>, sono al completo; noto ancora parecchi altri soci venuti per assistere. Il macht avrà luogo alle ore 17 nel campo del <<Football>> palermitano."
(Gazzetta di Messina e delle Calabrie, 18 aprile 1901)




Esordiva così il 18 aprile 1901 la Gazzetta di Messina e delle Calabrie in vista della prima amichevole ufficiale del nuovo Messina Football Club contro l'Anglo Palermitan Atletic and Football Club, la prima squadra del capoluogo siciliano. La formazione degli ospiti, che ai tempi veniva decisa dal capitano della squadra, nel nostro caso Padgett, era la seguente:
Goal-keeper: Gaetano Marangolo;
Full-Bachs: Peppin e Padgett;
Half-Bachs: Vay, Cauflid e Oates;
For-wards: Arena, Vaccaro, Crisafulli, Greco, Falorsi
Panchina: Skinner, Roullet.

Dall'altra parte i palermitani si presentavano con giocatori rinomati e decisamente più conosciuti rispetto agli avversari, ovvero:
Goal-keeper: Sayers
Full-Bachs: De Gaston, Milazzo, Poiero M.
Half-Bachs: Poiero R., Blake, Olton
For-wards: Payne, Canera, Triolo.

Il match, sorprendentemente combattuto, terminò con la vittoria dell'Anglo Palermitan per 3 boals (sì, ai tempi si chiamavano così) a due. Il Messina Football Club uscì sorprendentemente a testa alta da questa partita, con una prova d'immensa resistenza. Il match (anzi, macht), disputatosi in due tempi da 30 minuti ciascuno, fu seguito da un piacevole banchetto fra i giocatori di entrambe le squadre.
Sempre la Gazzetta di Messina e delle Calabrie del 2-3 maggio 1901 diede la notizia dell'arrivo in città il 1° maggio di uno yacht inglese guidato dal cap. Cocke, con un equipaggio di 34 uomini e 6 passeggeri a bordo, ovvero il Duca di Sutherland e i suoi familiari. Il motivo di questa visita era la disputa di una partita di football. Il Marchesino del 4-5 maggio riportò la notizia del match, svoltosi il 2 maggio e terminato 1-1 tra il Messina Football Club e il team del Royal Yacht Catania, di proprietà proprio del Duca di Sutherland, che assistette alla partita, sempre secondo "Il Marchesino", assieme alle due bionde nipoti Lady F. McKenzie e Miss Chaplin che attiravano l'attenzione generale per la loro bellezza.
Il giorno dopo il Messina Football Club diede il match di chiusura della stagione al quale assisté un numeroso pubblico. Tuttavia, la partita venne sospesa dopo mezz'ora causa maltempo. Con l'arrivo dell'estate terminava di conseguenza la stagione, in quanto i ricchi e nobili componenti delle società andavano nelle proprie ville di campagna.
Nel luglio 1901 fu nominato presidente il neo console inglese di Messina, Arthur Barret Lascelles, che nel suo periodo di presidenza fece partecipare la squadra a semplici amichevoli locali, come quelle del 1902 contro lo Yacht Hohenzollern di Guglielmo II di Germania e contro i marinai inglesi del Royal Steamer Aurani, rispettivamente vinta 2-1 e persa 5-1. Nel 1904, durante un'amichevole contro l'Anglo-Palermitan, il Messina segnò il gol del 3-2 che venne giudicato irregolare dagli avversari e si decise di concedere una rivincita ai palermitani a campi invertiti e a cadenza annuale, dando vita alla Coppa Whitaker, dal cognome dell'organizzatore, Joshua. Il primo e il secondo anno (1905 e 1906) il Messina vinse il trofeo vincendo 1-0 e 2-1. Nel 1907, a causa dello scioglimento dell'Anglo Palermitan Athletic and Football Club, la coppa non si giocò e venne ripresa nel 1908, prima del drammatico terremoto, con la sconfitta del Messina contro il nuovo Palermo Foot-Ball Club per 3-0.
Dopo una discreta prestazione nella Coppa Lipton, competizione che interessava le squadre campane e siciliane, il Messina F.C. venne assorbito dalla neonata Società Ginnastica Garibaldi, nome col quale nel 1913 i biancoscudati ottennero i primi successi: la Coppa Agordad, vincendo 1-0 in casa della Catanese, e la coppa Restuccia (in onore di un famoso industriale di essenze della città di Messina) sconfiggendo Mazzini, Giostra e Avanti Savoia. La guerra del 1915 obbligò le società ad interrompere l'attività agonistica. Inoltre, ne fecero le spese il terzino Carlo Musolino, morto a Gorizia, Enzo Geraci, caduto gloriosamente il 22 ottobre 1915, a cui venne intitolato il campo ginnastico della Cittadella ed il portiere Augusto Salvato, mutilato e costretto ad appendere le scarpe al chiodo. L'attività agonistica riprese con la denominazione di "Avanti Savoia Messina", e nella prima partita la squadra va K.O. contro la Trinacria CT, che s'impose per 3-1. Da quel momento, però, in città si iniziò a percepire il potenziale a disposizione, e il 10 novembre 1919, alle ore 16:30 di un mite mercoledì invernale, nacque l'U.S. Messinese. 
Il debutto non deluse le attese, e la nuova società vince e convince stracciando l'Aurora Giostra col punteggio di 12-0 nell'unico campo cittadino disponibile, quello di Camaro Inferiore. In seguito ad altre convincenti vittorie, la squadra era pronta a debuttare nella competizione più importante della sua storia fino a quel momento, la Coppa Federale Siciliana, composta da Palermo, Marsala, Messinese e Catanese. Il Palermo vinse 7-0 in casa e 0-1 a Marsala; dal suo canto, la Messinese distrusse la Catanese con 9-1 a Messina e un 2-6 a Catania, e perse la finale dopo un 3-2 complessivo contro il Palermo (3-2 nel capoluogo, 0-0 a Messina).
Nel 1921 arrivò il momento del debutto in un campionato, e la Messinese fece un'ottima figura nella sezione siciliana del girone Sud di prima divisione, ottenendo un buon terzo posto. All'inizio della stagione seguente, l'U.S. Messinese cambiò nome in seguito alla fusione con lo Sporting Club Messina e ritornò Messina Football Club. Inizialmente arrivò prima in campionato, ma in seguito ad irregolarità negli accordi tra le società nella definizione del calendario ufficiale il campionato venne disputato nuovamente, col Messina che si piazzò al secondo posto, bissato l'anno successivo, al termine del quale la società si sciolse e venne assorbita dall'U.S. Messinese, rinata nel frattempo nel 1923. Nel 1924 arrivò per la prima volta il primato nella sezione siciliana della Lega Sud, ma la Messinese si fermò al quarto posto nel girone B delle semifinali. Il copione si ripeté l'anno dopo, ma il quinto posto nel girone B delle semifinali portò la squadra alla retrocessione in Seconda Divisione, l'equivalente della Serie C di oggi. Nei due anni successivi la società non riuscì a risalire di categoria, fermandosi solo alle fasi finali (3° posto nel 1927, 4° nel 1928). Nel 1928 la società mutò denominazione in Associazione Calcio Messina, che venne ammessa in Prima Divisione. 


(Continua...)

martedì 13 ottobre 2015

DICHIARAZIONI DEL DG MANFREDI A RADIO AMORE

Questa sera alle 19:10 è intervenuto il dg del Messina Lello Manfredi. Ecco le sue dichiarazioni:

"Alessandro Parisi è un bravo ragazzo che mette il lavoro prima di ogni cosa. Oggi ha fatto una conferenza stampa che è in linea con il suo modo di essere; per lui non è stato facile e la volontà di rimettersi in gioco come atleta è tanta.
Fondamentali saranno i primi minuti di gioco e che entri subito in partita. Alessandro è venuto con la propria auto in tutte le trasferte e si è sobbarcato tutte le ore di viaggio per stare vicini ai compagni di squadra.
Svelo uno dei tanti aneddoti: ieri tutti i ragazzi erano stati invitati al circo, ma Alessandro ha dovuto rifiutare perchè preferiva stare con i suoi figli ed era concentrato sul suo esordio. La gente di Messina deve stare vicina a lui ed andare allo stadio per dirgli che gli è vicino. E' giusto che tutti stiano vicini all'uomo e all'atleta; in C Alessandro è fuori categoria.
La società ha badato bene a sentire i miei consigli ed ha messo al centro del progetto i tifosi; nel passato sono stati bistrattati e i tifosi erano così spaventati di perdere la squadra di calcio che hanno accettato tutto.
La gente piano piano si sta interessando della squadra di calcio e ne parla bene.
Negli anni passati le aziende non erano state coccolate, ma si sentivano quasi un peso. Molti hanno paura a legare il loro marchio all'Acr Messina, ma sono molti cauti...il passo è stato tratteggiato, ma la maggior parte delle aziende sono caute.
Noi dobbiamo portare il brand Acr Messina ad un certo livello e il lavoro porterà i suoi frutti negli anni. Siamo in dirittura d'arrivo per lo sponsor e sarà di tutto il comprensorio messinese. Noi abbiamo trovato lo sponsor e comparirà nella prossima gara casalinga, ma tutto dipende dai tempi tecnici.
La maglia storica tradizionale resterà sempre quella e arriverà. Quando siamo arrivati i magazzini erano vuoti e quindi abbiamo dovuto cominciare da zero.
I nostri legali ci hanno detto di usare il marchio tranquillamente, ma suona strano il passaggio fatto da chi c'era prima. E' strano che il marchio di una società sportiva sia andato ad una società che si occupa di altro.
La situazione debitoria non è semplice; la società non si è scoraggiata, ma i debiti non sono stati forse esposti con la dovuta chiarezza. E' veramente dura; quando eravamo in un limbo tra la C e la D, mi hanno chiamato per dare una mano e io ho accettato dicendo che bisognava fare di tutto per tentare il ripescaggio. I debiti sono di 1,5/1,6 milioni di euro e la D avrebbe voluto dire la fine, perchè la società avrebbe dovuto sborsare almeno un altro milione per tentare di vincere il campionato...pensiamo a fare le cose per bene e a sostenere questa società.
Avevamo pensato alla presentazione della squadra, ma i tanti impegni sono stati così ravvicinati che il mister ci ha chiesto di non distrarre i ragazzi; oggi ne discutevamo allo stadio e pensavamo ad una festa in cui la città abbracciasse la squadra. Gli sportivi sono al centro del progetto e vogliamo appunto far sì che la città conosca questi ragazzi.
Stiamo pensando di presentare la squadra al Pala "San Filippo" e lo faremo entro i prossimi 15 giorni.
Un gruppo di lavoro si sta occupando di restituire un brand importante all'Acr Messina e ci sono persone serie e che fanno questo di lavoro. Un altro gruppo di lavoro sta cercando di risanare la situazione del monte debiti per non trovarci impreparati un domani. Un ulteriore gruppo è costituito da Argurio con un'attività di scout che possa creare delle plusvalenze in futuro.
Uno stadio pieno fa sì che aziende di ogni tipo si avvicinino; la voce degli incassi e degli abbonamenti copre solo il 12% di tutto il budget.
Rilevare una società di calcio, per i tempi che corrono, è davvero difficile. La proprietà ha trovato zero e ha comprato una scatola vuota, piena di debiti. Si trattava di imprenditori che nemmeno conoscevo; personalmente li ringrazio per il ruolo che mi hanno affidato. Quando hanno fatto questo salto nel vuoto io gli dissi che avevano fatto una cosa difficile. Gestire una società è un'impresa titanica, soprattutto in una città che ha problemi economici...Non sono sprovveduti, ma sono innamorati e non hanno razionalità.
I tifosi devono avere pazienza e non sbottare se le cose andassero male. Fin quando c'e gente come noi l'impegno per la nostra squadra non mancherà mai e non li maltratteremo mai. Questa gente non tradirà mai la propria gente e la propria città"



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lunedì 12 ottobre 2015

LA STORIA DEL MESSINA IN 8 PARTI: IL MESSINA FOOTBALL CLUB (1° PARTE)

Il capitano Ing. F.L. Padgett
"Io son Padgett l'inglese, 
                      uomo gentile, uomo cortese,
           
                 uom robusto, forte e sano, 

                 promotore Capitano nella giostra al

                football"
             



Questo era il grido di battaglia dell'allora capitano e al contempo consigliere del Messina Football Club, Francis L. Padgett, nel periodo a cavallo tra la fine dell'800 e i primi del '900. 
In Italia, a differenza di nazioni come Inghilterra e Svizzera dove il calcio era già praticato a livello agonistico, si iniziò a parlare del "football" nel 1886, quando diverse città avevano avuto contatti con esponenti anglosassoni, grazie ai quali si riuscirono ad importare nella nostra nazione le prime regole di quello sport tanto nuovo quanto interessante. L'organizzazione calcistica, tuttavia, era divisa in due grandi comitati: la Federazione Italiana Football (F.I.F.) e la Federazione Ginnastica Italiana (F.G.I.), con quest'ultima che organizzò piccoli tornei fino al 1907. L'8 maggio 1989, invece, guidato dalla Federazione Italiana del Foot-Ball, si inaugurò il primo campionato di calcio italiano della storia. 
Nella Messina del 1900 vi erano numerosi insediamenti stranieri (svizzeri, tedeschi, francesi, greci ma soprattutto inglesi) che portarono grandi novità nel carattere culturale, artistico e sportivo nella città dello Stretto, che appariva come un centro commerciale vitale e ricco di grandi potenzialità, tant'è che venne nominata porto d'imbarco, nomina che permise alla città di inserirsi nel traffico di emigrazione che in quel periodo andava sempre più espandendosi. A Messina, ai tempi, vi erano semplici circoli e club sportivi, fin quando Alessio Valore, fondatore e direttore del "Marchesino", annunciò la nascita di un nuovo circolo sportivo: il Messina Football Club. 
Il presidente del nuovo sodalizio era il signor Walter F. Becker, armatore navale (toh, che caso) inglese, titolare della "Peirce & Becker"; la carica di vicepresidente toccò al console statunitense Charles M. Caughy; il segretario era il signor Walter Oates, discendente di una famiglia inglese giunta a Messina all'inizio dell'ottocento, nonchè collaboratore e successivamente socio di un'importante fabbrica di derivati agrumari, la "W. Sanderson & Sons"; i consiglieri erano Adolfo Marangolo, Giulio Arena Ainis, J. Giorgianni, G. Lovatelli, messinesi, e M. Way, Horace Gooding e l'Ing. F.L. Padgett - del quale potete leggere la citazione più famosa all'inizio dell'articolo - che andavano a comporre la parte anglosassone del Consiglio societario. I soci onorari, tutti stranieri, erano William Robert Sanderson, Guglielmo Sarauw, Giorgio Oates, Herbert Oates, Edward James Eaton, Eduard Jacob, Carlo Sarauw
Uno degli uomini più rappresentativi della dirigenza era sicuramente il consigliere messinese Adolfo Marangolo che, dopo un breve soggiorno a Londra, aveva acquisito importanti conoscenze riguardanti il gioco della palla rotonda che, come detto precedentemente, in Gran Bretagna era già molto conosciuto. Ogni domenica venivano organizzate partite di football nel campo di S. Ranieri, nei pressi della Cittadella, che attiravano molti curiosi negli spalti. Nell'aprile del 1901 il Messina giocò la sua prima amichevole, contro una squadra molto più titolata, l'Anglo Palermitan Atletic and Football Club. 

(Continua...)

giovedì 8 ottobre 2015

DICHIARAZIONI DI RE ARTU' DI NAPOLI ALLA RTP

Mister Di Napoli questa sera è stato ospite della trasmissione "Antenna Giallorossa Sera". Ecco le sue dichiarazioni:

"Ci manca qualche punto in trasferta, ma la squadra battaglia e lotta su ogni avversario e questo mi fa ben sperare per il futuro. Bisogna vedere come abbiamo ottenuto i punti.
Con il direttore abbiamo lavorato senza gelosie e solo per il bene comune. Abbiamo avuto una grande sintonia. Di Martinelli è nato tutta una sera e con il direttore abbiamo creato i presupposti per farlo venire a MESSINA. So che da calciatore ho rappresentato qualcosa di importante, ma crescendo e imparando tanto voglio fare bene.
Baccolo può fare sia il play-maker basso che il terzo centrocampo e lui mi da la possibilità di variare la struttura di gioco. Comunque come dico sempre non è il modulo che fa la differenza, ma la mentalità.
La gara che mi è rimasta più impressa è quella casalinga con il Como. Non so cosa mi abbia fatto questa città, ma le cose che sto facendo con questa città non le ho fatte con nessun altro e ho voluto che mio figlio venisse qua. Non mi aspettavo di essere l'allenatore del MESSINA e ho raggiunto un sogno.
Noi con il direttore stiamo pensando di costruire. Non voglio accendere nessuna polemica, ma i Franza mi hanno dato tanto. Questa città negli ultimi anni è stata massacrata. Io voglio dimostrare con i fatti l'appartenenza e ho detto ai ragazzi che se vinciamo o perdiamo, i messinesi ti applaudiranno sempre, ma devi dare tutto.
Alessandro Parisi si è posto con grande professionalità nei miei confronti; ha grande entusiasmo e si allena come un ragazzino. Ci siamo sentiti sempre e abbiamo questo grandissimo rapporto, ma lui sa che siamo mister e calciatore. Questo ragazzo è intelligente.
Io Parisi lo vedo come centrale e non come terzino sinistro. Da centrale può dare tanto ed ha una lettura della situazione che non hanno tanti. Se è disponibile domenica potrà giocare, ma bisogna vedere se ci sono i tempi tecnici per tesserarlo.
Con i risultati e la prestazioni riporteremo tutti i tifosi messinesi allo stadio."


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martedì 6 ottobre 2015

IL DG LELLO MANFREDI A GAZZETTA DEL SUD


"L'Ischia ha perso domenica e verrà in riva allo stretto per recuperare i punti persi. Noi però non possiamo permetterci di lasciare punti per strada. Un solo obiettivo: vincere e basta.
Arturo sta dimostrando bravura a guidare un gruppo di giovani sapientemente scelto dal nostro direttore sportivo. Lasciamolo lavorare in pace e sono certo che, così come è stato un grande calciatore, diventerà un signor allenatore.
Domenica c'è un motivo in più per tornare allo stadio. Un nostro "ragazzo" torna a vestire la casacca biancoscudata ed è un calciatore che merita la standing ovation perché appartiene a quel manipolo di calciatori che prima ci ha portato in A e poi con la stessa maglia ha conquistato la Nazionale. Alessandro Parisi torna a giocare dopo anni difficili ed ha bisogno dell'affetto della sua gente. Chi ama il calcio non può mancare. 
Gli abbonati sono stati al di sotto delle aspettative (circa 1.500), ma nessuno può muovere critiche alla società: abbiamo fatto tanto per venire incontro alle esigenze degli sportivi ma la delusione degli ultimi anni è stata troppo forte che, accompagnata alla difficoltà per raggiungere lo stadio e di viverlo come si deve, ha completato un quadro generale di distacco alla squadra. Noi abbiamo una curva da serie A. Con un pubblico così nessun traguardo ci è precluso perché quando arriveranno partite difficili i nostri tifosi potranno darci quella spinta in più che altre squadre non hanno. Se anche numericamente, come mi auguro, aumenteranno, difficilmente il "San Filippo" verrà espugnato. Vogliamo che il nostro stadio diventi un fortino come il vecchio "Celeste" dove gli avversari tremavano prima di scendere in campo. 
Abbiamo voluto colmare il vuoto lasciato dalla precedente gestione che ha letteralmente abbandonato i propri tifosi. È obiettivo di questa proprietà mettere i tifosi e gli sporrivi al centro del progetto di rilancio del calcio peloritano: rimborsi sui pedaggi autostradali e sui biglietti dei treni per chi viene da fuori, possibilità di acquistare i biglietti comodamente da casa, biglietteria allo stadio anche il giorno della gara, bus navetta, uno stadio super sicuro grazie al nuovo sistema di videosorveglianza, la nuova capienza ed uno stadio dotato di un funzionante sistema di illuminazione e tantissime altre iniziative. 
I proprietari sono i primi tifosi del Messina. Non fanno mancare nulla ai ragazzi ed allo staff. Certamente hanno fatto una pazzia a rilevare il club alle condizioni che forse non gli erano state prospettate. È questo un motivo un cui perché i tifosi debbano stare vicini alla proprietà."

lunedì 5 ottobre 2015

PUNTI VENDITA UFFICIALI ACR MESSINA 2015/2016

PUNTI VENDITA UFFICIALI IN CITTA':

*ZONA NORD:

1) Il Botteghino/Sud Dimensioni Servizi sul Viale della Libertà 391;

2) Bar Delle Rose a Piazza Castronovo;

3) Bisazza Gangi in Via San Giacomo N.5;

4) Lisciotto Viaggi in Via Garibaldi N.106/A;

5) Ricevitoria Biglietteria Bossa in Via Tommaso Cannizzaro 132;

*ZONA CENTRO:

6) Bar Maracanà a Provinciale;

7) Edicola Saccà a Gazzi dietro curva nord "Giovanni Celeste";

8) Ricevitoria Bisazza in Via Centonze;

*ZONA SUD:

9) Botteghino Pala "San Filippo" aperto il giorno della partita fino all'inizio della gara;

10) Tabaccheria Manganaro a Giampilieri;

11) On The Run a Tremestieri;

*IN PROVINCIA:

12) Central Srl in Via Domenico Piraino N.21 a Milazzo;

13) Chydas Viaggi in Via Medici N.383 a Sant'Agata di Militello;

14) IL PORTO DI ULISSE a Portorosa;

15) Mianotour in Via Ten. Genovese N.40/42 a Barcellona P,G;

16) Orlandina Viaggi in Via Piave N.116 a Capo D'Orlando;

17) Edicola Azzarà-Campolo in Via Nazionale 312 a Villafranca

domenica 4 ottobre 2015

LEGA PRO, RISULTATI E CLASSIFICA DOPO LA QUINTA GIORNATA

RISULTATI:
Ischia 0-1 Akragas (85' Vicente (AKR))
L'esultanza di Arrighini dopo il gol del momentaneo vantaggio del Cosenza a Catanzaro.

Juve Stabia 1-2 Casertana (Negro 7' (CAS); 15' Arcidiacono (JUV); 79' De Angelis (CAS))

Andria 2-0 Lupa Castelli Romani (20' Grandolfo (AND); 64' Strambelli (AND))

Paganese 1-1 Messina (44' Caccavallo (PAG); 67' Tavares (MES))

Lecce 0-0 Catania

Monopoli 1-0 Martina Franca (69' Gambino (MON))

Melfi 3-0 Benevento (25' Herrera (MEL); 50' Giacomarro (MEL); 58' ag. Del Pinto (MEL))

Matera 1-1 Foggia (48' Gerbo (FOG); 82' Kurtisi (MAT))

Catanzaro 1-1 Cosenza (62' Arrighini (COS); 70' Razzitti (CAT))

CLASSIFICA:
1. Casertana 11
2. Paganese 9
3. Andria 9
4. Benevento 8
5. Melfi 7
6. Akragas 7*
7. Monopoli 7*
8. Messina 6*
9. Ischia 6*
10. Lecce 6
11. Foggia 5
12. Cosenza 5*
13. Juve Stabia 4
14. Matera 3
15. Lupa Castelli Romani 2
16. Catanzaro 2
17. Martina Franca 2
18. Catania (-9) 1*

*Una partita in meno


venerdì 2 ottobre 2015

PAGANESE- MESSINA...I PRECEDENTI

Sono tre i precedenti tra Paganese e Messina al "Marcello Torre" di Pagani.
La prima volta che il Messina ha messo piede al "Marcello Torre" è nella stagione di C 1976/1977; è il 15 maggio '77 quando i giallorossi, appena affidati a Giorgio Rumignani, tornano a casa a mani vuote (sconfitta 1 a 0 e decide Stanzione). La stagione terminerà malissimo per i messinesi retrocessi in D.
Il secondo dei precedenti risale alla stagione 1979/1980. Stavolta finisce 2 a 1 per gli azzurrostellati ma i peloritani di Paolino Ferrario sprecano il vantaggio di Cau (al 37') con una ripresa tutta da dimenticare caratterizzata dal sorpasso campano realizzato da Fracas al 46' e da Moretti al 55'; il Messina a fine campionato si salvò, con più di un affanno.
L'ultimo precedente risale allo scorso campionato. Il 25 settembre 2014 il Messina di Gianluca Grassadonia (ora tecnico della Paganese) è uscito sconfitto dal "Torre" per mano di una maligna punizione di Caccavallo che ha beffato sul primo palo Lagomarsini dopo soli 10 minuti di gioco ...
Domani alle 17:30 quarta sfida al "Torre": che sia arrivata la volta buona per sfatare questo tabù?
Le informazioni sono state prese dai siti Messina Sportiva e da Gazzetta del Sud



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mercoledì 30 settembre 2015

PROGRAMMA COMPLETO 5' GIORNATA LEGA PRO GIRONE C

PARTITE DI SABATO 3 e DOMENICA 4 OTTOBRE:

*Sabato 3 ottobre:

1) Ischia- Akragas ore 14:30;

2) Juve Stabia- Casertana ore 14:30;

3) Fidelis Andria- Lupa Castelli Romani ore 15:00;

4) Paganese- MESSINA ore 17:30;

5) Lecce- Catania ore 17:30;

6) Melfi- Benevento ore 20:30;

7) Monopoli- Martina Franca ore 20:30;

8) Matera- Foggia ore 20:45

*DOMENICA 4 ottobre:

9) Catanzaro- Cosenza ore 14:30 (La gara è stata spostata di 24 ore per motivi di ordine pubblico)

FOCUS PANCHINE LEGA PRO GIRONE C

Allenatori Lega Pro Girone C:

1) Akragas: Nicola Legrottaglie (nuovo);

2) Benevento: Gaetano Auteri (nuovo);

3) Casertana: Nicola Romaniello (nuovo);

4) Catania: Giuseppe Pancaro (nuovo);

5) Catanzaro: Salvatore D'Urso (nuovo);

6) Cosenza: Giorgio Roselli (confermato); 

7) Fidelis Andria: Luca D'Angelo (nuovo);

8) Foggia: Roberto De Zerbi (confermato);

9) Ischia: Leonardo Bitetto (nuovo);

10) Juve Stabia: Salvatore Ciullo (nuovo);

11) Lecce: Antonino Asta (nuovo);

12) Lupa Castelli Romani: Giorgio Galluzzo (confermato);

13) Martina Franca: Pasquale Salerno (esonerato il 31 agosto 2015)- Giuseppe Incocciati (nuovo);

14) Matera: Davide Dionigi (nuovo);

15) Melfi: Giuseppe Palumbo (nuovo);

16) MESSINA: Arturo Di Napoli (nuovo);

17) Monopoli: Massimiliano Tangorra (nuovo);

18) Paganese: Gianluca Grassadonia (nuovo)


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