lunedì 23 novembre 2015

LA STORIA DEL MESSINA IN 8 PARTI: IL RITORNO IN SERIE B E FRANZA (7° PARTE)

Emanuele Aliotta
Nel 1994 il Cavaliere Crupi decise di fondere il Villafranca, militante in Eccellenza, con il Tremestieri. Da questa fusione nacque l'Unione Sportiva Peloro che venne rilevata il 18 dicembre 1995 dal ragioniere Emanuele Aliotta, che partì con l'obiettivo di portare al più presto la società in Serie D. Nelle battute conclusive della stagione, il Messina si trovava al terzo posto, a -1 dal Giarre secondo e a -3 dal Vittoria. All'ultima giornata al "Giovanni Celeste" va di scena il match tra seconda e terza forza del campionato: gli spettatori sono 8.000, il Messina asseconda l'entusiasmo e vince 2-1 grazie a un goal di Salpietro in pieno recupero. La squadra termina a pari punti col Vittoria, e a decidere chi andrà in Serie D sarà uno spareggio in campo neutro.
A Bagheria 3.000 tifosi giallorossi seguono la squadra che grazie ad un goal di Salpietro vola in Serie D.
Il primo anno la squadra si stabilisce a metà classifica e nel frattempo diventa la prima realtà cittadina in seguito alla retrocessione in eccellenza dell'AS Messina. Nell'estate del 1997 cambia denominazione in Football Club Messina Peloro.
Nella stagione 1997-1998 l'allenatore è Pietro Ruisi, la squadra viene rinforzata con giocatori di categoria superiore, come Pannitteri, Berti, De Rosa, Surace, Romano. A fine stagione il Messina ritorna nel professionismo dopo aver letteralmente ammazzato il campionato. Questi i numeri del Messina Football Club 1997-1998:
·24 partite senza perdere
·Miglior difesa
·Miglior attacco
·Vittoria record (Messina 10-0 Caltagirone)
·Seconda squadra con meno sconfitte in tutta la Serie D (2)
La stagione seguente il Messina punta ancora al salto di categoria, Ruisi viene confermato e la squadra viene stravolta. Dopo la diciassettesima giornata, al termine della quale il Messina si trovava a metà classifica, Ruisi viene sostituito e al suo posto arriva Stefano Cuoghi che porta il Messina al secondo posto, utile per giocarsi i play off. In semifinale la squadra di mister Cuoghi sconfigge la Turris (1-1 in Campania, 1-0 a Messina), ma perde in finale nel campo neutro di Lecce, con oltre 10.000 tifosi giunti al "Via del Mare", contro un Benevento tanto forte quanto fortunato ai tempi supplementari (2-1), dopo che i giallorossi siciliani erano passati in vantaggio.
La stagione successiva il Messina non può fallire, il presidente Aliotta rinforza la squadra ove necessario (Obbedio nel mercato estivo e un certo Buonocore in quello invernale) e ammazza il campionato, chiudendo a +12 dalle inseguitrici L'Aquila e Acireale, ritornando in Serie C1 dopo 7 anni.
Bene, ora arriva una stagione particolare, siamo nel 2000, il Messina ritorna in Serie C1 e si appresta ad affrontare una delle stagioni più incredibili della storia. Quella squadra, il Football Club Messina Peloro, non era composta da semplici calciatori, ma da uomini con gli attributi che sudavano sempre la maglia. Cecere, Criaco, Portanova, Buonocore, Marra, Torino sono solo alcuni dei nomi che resero grande quella squadra. E dire che la stagione non era iniziata tanto bene, nelle prime tre giornate altrettanti pareggi con Viterbese, Pesaro e Fermana, alla quarta la vittoria con l'Atletico Catania e poi brutta batosta in casa dell'altra squadra di Catania, i rivali di sempre, che s'impongono 4-0. Ma a quel Messina le cose semplici non piacevano. Così la squadra inanella una serie di risultati utili consecutivi (eccezion fatta per la sconfitta casalinga con la Torres, al termine della quale viene esonerato il tecnico Paolo Beruatto, sostituito da Carlo Florimbi) che lo portano fra le prime della classifica. Siamo alla quattordicesima giornata, si va alla "Favorita", Palermo, contro la capolista. Sulla carta non ci sono storie, loro hanno il fattore campo, una squadra più attrezzata, il vantaggio in classifica. Ma non hanno tenuto conto sempre della pazzia di quel Messina, che va sotto dopo 50 secondi dall'inizio del match. Bene, sei sotto di un goal dopo 50 secondi, in un derby, in casa della capolista, ormai sei condannato alla sconfitta. Non andateglielo a dire a Buonocore e compagni, che al 26' guadagnano un rigore, tuttavia sbagliato da Torino. Ma sulla ripartenza Buonocore serve Torino che si riscatta e trafigge Sicignano: 1-1, e ora il Messina vuole osare, fino a quando succede... siamo al 36', Criaco la passa a Di Fausto che serve Torino sulla fascia, cross e c'è Denis Godeas che insacca: il Messina sta vincendo a Palermo. Al 31' vengono espulsi Cecere per il Messina e Belmonte per il Palermo, e a 10 minuti dalla fine c'è un rigore per il Palermo. La fortuna non assiste il Messina quel giorno, ma non importa, perchè Cappioli prende il palo. Passano 10 minuti, 10 interminabili minuti più il recupero, e al fischio dell'arbitro è una festa giallorossa: il Messina vince a Palermo dopo 41 anni e si porta a un passo dalla vetta. Dopo quella partita il Messina inizierà a volare e si presenterà al match di ritorno col Palermo con due sole sconfitte contro Catania e Torres, le stesse del girone di andata, e a -5 dalla vetta. Anche questa volta il Messina vince e si porta a -2 e, mentre va a vincere a L'Aquila, il Palermo pareggia ad Andria: mancano due giornate, Messina e Palermo sono prime a pari punti, ma il Messina ha il vantaggio degli scontri diretti. Alla penultima vince col Savoia 2-0 e il Palermo espugna Nocera con il punteggio di 2-1. Andiamo all'ultima giornata: si va al 'Partenio', ad Avellino, una squadra che non ha molto da chiedere al campionato in quanto già qualificata ai play-off, ma può e vuole arrivare al terzo posto. Ci sono oltre 8.000 messinesi, pronti a fare festa. Il primo tempo tuttavia termina sullo 0-0, e arriviamo all'88' sempre sullo 0-0. No, non possiamo perdere così la promozione, e arriva il calcio di rigore per il Messina. Ma realizzarlo è pure fin troppo banale per quel Messina. Torino sbaglia e, come se non bastasse, due minuti dopo una ripartenza dell'Avellino porta Caridi a segnare: l'incubo è realtà, il Messina dovrà giocarsi i play-off. La semifinale è ad Ascoli, all'andata la squadra di Florimbi perde 1-0, al ritorno vince 2-1 al "Celeste" e, vista la miglior posizione in classifica, va in finale. Contro il Catania, contro quella squadra che ci ha battuti sia all'andata che al ritorno. E qui si consuma l'ultima pazzia del Messina: al 'Cibali' la squadra passa in svantaggio ma nel secondo tempo Sasà Marra porta il punteggio sull'1-1, e ora al ritorno sarà solo ordinaria amministrazione. 17 giugno 2001, al "Celeste" c'è il tutto esaurito, la partita col Catania è troppo sentita, e poi non possiamo non salire in serie B dopo quello che è successo ad Avellino. Nel primo tempo il Messina gestisce la partita, nel secondo si deve difendere dagli attacchi del Catania, ma al 53' c'è il cross di Buonocore, Godeas è solo in area e viene messo giù: calcio di rigore, nessun dubbio. Se ne incarica Sullo. il capitano di mille battaglie, che trafigge Iezzo: il Messina è a un passo dalla serie B. Saranno 37 minuti di agonia, ma alla fine il "Celeste" diventa una bolgia: il Messina vola in Serie B, contro ogni pronostico, proprio quando tutto sembrava ormai perduto. Un giusto riconoscimento per l'eterno Emanuele Aliotta, il presidentissimo, e per tutti i giocatori, protagonisti di un'annata incredibile. Tuttavia anche le giornate felici vengono rovinate, e anche la festa si macchia di nero: nel pre-partita, durante gli scontri tra le due tifoserie, Tonino Currò viene colpito da una bomba esplosa proprio vicino a lui, in curva nord. Rimane in coma fino al 2 luglio, giorno del decesso, di fronte ad una città incredula che aspetta ancora giustizia.
La stagione seguente il Messina affida la panchina a Daniele Arrigoni e conferma la squadra dello scorso anno. La squadra comincia bene, trascinata dalle giocate del fantasista Enrico Buonocore, tra cui quella in Messina-Palermo 2-0 (video sotto) tutta da gustare. Tuttavia a causa di un infortunio nel derby con la Reggina del 21 novembre termina la stagione e di fatto la sua avventura col Messina, e lì la squadra inizia a precipitare fino ad ottenere una sofferta salvezza all'ultima giornata (2-1 al Crotone) grazie ad acquisti di giocatori come Prodan e Grabbi. 

Nell'estate del 2002 avviene una rivoluzione societaria e la società passa in mano alla famiglia Franza, che opera nel settore armatoriale grazie ai servizi di autotraghettamento nello Stretto di Messina, turistico con la gestione di numerose strutture alberghiere e immobiliare.

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