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| L'AC Messina 1928-1929 |
La squadra, orfana di Cevenini III, accasatosi al Novara, si presentò ai nastri di partenza del campionato di Serie B con una squadra totalmente rinnovata: mantennero il posto da titolare solo Fidomanzo I, Re, Bruni e Staccione II. La squadra debuttò in casa del Grion Pola, società che aveva sede nella città istriana di Pola, impattando con il punteggio di 0-0. La prima vittoria arrivò alla quarta giornata, quando il Messina vinse 2-0 contro il Modena, inaugurando alla grande lo stadio "Nuovo", situato a Gazzi. Quest'impianto, successivamente, prese il nome di "Giovanni Celeste". Il Messina disputò tutto sommato un ottimo campionato e arrivò al decimo posto in classifica, soddisfacendo completamente l'obiettivo iniziale di salvezza. La squadra, dopo un quinto e un ottavo posto nei due anni seguenti, sfiorò la storica promozione in Serie A nel 1935-1936, quando concluse al quarto posto, a soli quattro punti dalla zona promozione. Quell'anno il Messina ottenne anche un'ottima vittoria contro il Catania (1-0 al "Nuovo"). La formazione tipo era: Picciga; Buonocore, Conte, Brioschi, Calzolari; Zamboni, Re, Gardini, Gerbi; Lumia, Ferretti.
Il Messina non riuscì più a bissare quel risultato e, dopo un decimo posto nel 1936-37, retrocesse in Serie C nel 1938, in seguito ad un campionato chiuso al diciassettesimo posto. Nel primo anno di Serie C il Messina deluse le aspettative, condusse un campionato tra alti e bassi e non riuscì ad andare oltre il terzo posto in un girone composto non da grandissime squadre. Il risultato negativo venne addirittura superato nella stagione seguente, quando il Messina mise in risalto i problemi finanziari della società, chiudendo al settimo posto. L'estate del 1940 fu fondamentale per la storia dell'Italia. Siamo nel giugno 1940, e da un anno è scoppiata la Seconda Guerra Mondiale. Nelle Alpi si combatté una battaglia che costò la vita ad oltre 1.300 italiani iniziando un periodo tragico per l'intera nazione. In un'Italia che ancora pensava alla guerra-lampo, in un'Italia convinta di ottenere una schiacciante vittoria, si continuò a praticare lo sport, almeno fino al 1943. A Messina, tuttavia, il pericolo della guerra venne percepito da tutti i cittadini che sentirono il bisogno di una riflessione, un qualcosa che potesse far capire a tutti il pericolo di una guerra di queste dimensioni e, parallelamente a questa situazione, il Messina scomparve dalla scena calcistica. Ritornò nel 1941, con la nascita dell'Unione Sportiva Mario Passamonte, in onore del tenente morto durante una battaglia nell'Africa Orientale.
(Continua...)

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