Il Messina nelle prime giornate stenta, raccoglie 4 punti in altrettante giornate e alla quarta inceppa in un'incredibile sconfitta in casa del Francavilla, che s'impone con il punteggio di 5-0. Da quel momento il Messina si riprende, vince 6 partite in casa (tra cui il derby con la Reggina vinto 1-0, gol di Catalano al quinto minuto) e ne pareggia 6 in trasferta. A fine girone di andata si trova a un passo dalle prime due posizioni che volevano dire promozione in Serie B. Nel girone di ritorno il Messina ha un notevole calo dal punto di vista dei risultati, ma ciò non le impedisce di stare a ridosso della promozione che sfuma solo nelle ultime giornate, con la squadra che chiude il campionato al terzo posto, a meno tre dalla promozione in Serie B che ottengono Catanzaro e Palermo. Tuttavia la società capisce che il momento di riprendersi quella Serie B che manca da ben diciotto anni è arrivato, i tempi sono maturi e le aspettative della piazza sono elevatissime. Questa è l'Associazione Calcio Riunite Messina 1985-1986:
Portieri: Di Palma Vincenzo, Nieri Enrico, Lucetti Angelo;
Difensori: Bellopede Antonio, Cei Silvio, Napoli Nicola, Papis Attilio, Rossi Romolo, Pace Angelo, Romeo Alessandro;
Centrocampisti: Bonacci Augusto, Catalano Giuseppe, Dominissini Loris, Orati Luciano, Rossi Leonardo, Venditelli Enrico, Papa Ignazio, Pontoriero Ferdinando;
Attaccanti: Buffone Giorgio, Caccia Franco, Diodicibus Alberto, Schillaci Salvatore, Tusino Paolo, Finocchio Domenico, Silipigni Gaetano;
Allenatore Sig. Franco Scoglio.
Pronti, via. Il 23 settembre inizia la stagione del Messina, al "Celeste" vi è un numeroso afflusso di pubblico, ma ciò non basta al Messina per guadagnare i primi 3 punti stagionali: nella prima, infatti, la squadra di Scoglio pareggia 0-0 col Taranto. Dopo un inizio discutibile, la stagione giallorossa è sempre più un crescendo fino al 18 maggio 1986, quando il Messina vince a Benevento con un goal di Schillaci e mette un sigillo sulla promozione di fronte a quasi 6.000 tifosi giunti da Messina che si preparano per la festa. 28 maggio 1986: a Messina arriva il Cosenza in cerca di punti decisivi per la salvezza. Alle 12:00 il "Celeste" è strapieno, alla fine i paganti saranno 29.000. Il Messina sente la pressione e al 10' va sotto con il gol di Simeoni, difensore dei calabresi. Tre minuti dopo, tuttavia, Napoli fa esplodere il "Celeste" prima del gol del vantaggio di Romolo Rossi al 41'. Le squadre vanno al riposo sul 2-1 per i giallorossi e al Messina basta gestire il risultato per festeggiare la Serie B e al 61' Catalano su rigore mette il sigillo sulla vittoria della compagine messinese. A nulla vale il gol di Tivelli al 77', perchè al triplice fischio il "Celeste" diventa una bolgia: il Messina ritorna in Serie B dopo diciotto anni di assenza. La stagione 1986-87 viene preparata nel migliore dei modi, l'obiettivo iniziale è la salvezza, ma si vede benissimo che quella squadra ha le capacità per andare un pò più in alto. Quella squadra annovera importanti giocatori del calibro di Rossi, Bellopede, Orati, Catalano, Napoli e un ancora giovane Salvatore Schillaci. E il campionato, per questa matricola terribile, inizia molto bene: dopo il pareggio col Bari alla prima giornata, arriva un grandissimo exploit a Roma e la squadra ottiene la prima vittoria contro la Lazio (0-1), seguita da quella con il Cagliari e il pari a Taranto, per poi perdere a Parma 1-0. Ma da lì il Messina ottiene diversi risultati utili consecutivi che portano i bastardi di Scoglio a ridosso delle prime.
Nel girone di ritorno, dopo la sconfitta a Bari, la squadra inanella un'altra serie di risultati positivi e si arriva alla 13° di ritorno dove, a Modena, i giallorossi vengono seguiti da 10.000 messinesi, tra cui il sindaco Bonsignore e il presidente della provincia Naro, ma la squadra impatta. Da quel momento la squadra non riesce più a vincere e vede sfumare il sogno Serie A, chiudendo il campionato al settimo posto. Negli altri due anni la squadra si stabilisce a metà classifica, mentre nel terzo qualcosa va storto e la squadra si salva ai play-out contro il Monza (1-0 nel campo neutro di Pescara, gol all'ottavo minuto di Doni). Nel 1990-1991 la società vuole alzare l'asticella delle ambizioni con qualche acquisto mirato in ogni reparto, ma la squadra non va oltre il nono posto, prima di subìre l'onta della retrocessione in Serie C1 nella stagione successiva, ma il peggio è dietro l'angolo: la squadra disputa un solo campionato in terza serie, dopo di che il presidente Massimino non iscrive la squadra in Serie C e viene fondata una società, l'AS Messina che nel 1993-1994 arriva al terzo posto nel CND. Nel frattempo nasce una nuova società, l'US Peloro, il cui presidente è un certo Emanuele Aliotta...
(Continua...)

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