lunedì 30 novembre 2015

LA STORIA DEL MESSINA IN 8 PARTI: DALLE STELLE ALLE STALLE FINO ALLA RINASCITA (8° PARTE)

Estate 2002. Il nuovo presidente del Messina è Pietro Franza, uno degli imprenditori più ricchi della città dello Stretto. Il suo obiettivo, anche se non dichiarato apertamente, è quello di portare la squadra in Serie A il più in fretta possibile. Il primo anno, tuttavia, il Messina ottiene una nuova salvezza risicata nelle ultime giornate grazie specialmente al cambio in panchina avvenuto nel finale di stagione: a farne le spese Francesco Oddo, sostituito da Bruno Bolchi. Tuttavia, a fine campionato le retrocessioni vennero bloccate, eccezion fatta per il Cosenza, fallito finanziariamente.
La stagione seguente in Serie B vede ben 24 squadre ai nastri di partenza, tra cui Genoa, Catania, Atalanta e molte altre società blasonate (5 promozioni in A e una attraverso i play-off con la terz'ultima di A). La squadra, tuttavia, non ingrana sotto la guida di mister Patania e, in seguito alla sconfitta nel derby contro il Catania (1-0 al "Massimino"), il presidente Franza esonera mister Patania. Al suo posto viene chiamato Bortolo Mutti, costretto a risollevare le sorti di una squadra all'ultimo posto in classifica con 4 punti all'attivo dopo sette giornate. Dopo la sconfitta di Catania la squadra è già sotto processo: nella sala stampa del "Cibali" il presidente Pietro Franza promette rinforzi, e porta a Messina Arturo di Napoli, reduce da una rescissione col Palermo. "Ci prenderemo qualche soddisfazione", le sue prime parole davanti alla telecamera.
Bortolo Mutti debutta bene e vince ad Avellino (0-1) e da quel momento la squadra diventa imbattibile: vince 2-0 con Piacenza e Salernitana, sfiora il clamoroso colpaccio in casa della capolista Atalanta (2-2 con la squadra di Mutti in vantaggio fino al 94') e ottiene vittorie di prestigio contro Bari, Verona, Fiorentina, Genoa, Albinoleffe, Como che portano la squadra in piena zona promozione alla fine del girone di andata, al quarto posto. A gennaio mettono piede nella città dello Stretto "El Pampa" Sosa, prelevato dall'Ascoli, e Domenico Giampà dalla Ternana. Dopo aver iniziato male il girone di ritorno il Messina riprende la forma e il 5 giugno 2004, di fronte ad uno stadio "Celeste" gremito, e di fronte ad oltre 10.000 persone riunitesi a Piazza Duomo, ritorna in Serie A.
Il Messina, per la terza stagione nella sua storia in Serie A, riconferma giocatori come Parisi, Di Napoli, Storari, Aronica e Giampà e porta in riva allo Stretto l'attaccante Riccardo Zampagna, il giapponese Atsushi Yanagisawa, il brasiliano Rafael (di cui sentiremo parlare grazie ad un goal decisivo), Donati, Zanchi, Amoruso, Iliev ed Eleftheropolous. La piazza risponde presente, sottoscrivendo 27.000 abbonamenti e già dal ritiro a Roccaporena di Cascia si avvertono i presupposti per una stagione di alto livello. Il 17 agosto viene inaugurato lo stadio "San Filippo", con oltre 40.000 posti, con un'amichevole contro la Juve che vede imporsi i piemontesi con il punteggio di 0-1, di fronte a 35.000 spettatori. Il campionato inizia con un pareggio a Parma e per il debutto al "San Filippo" il calendario prevede il match con la Roma. Qui possiamo dire che ha inizio una favola a tinte giallorosse: il Messina si gioca la sua partita, il campo è pesantissimo a causa delle condizioni climatiche sfavorevoli ma anche alla pressione di giocare in uno stadio nuovo di zecca. Tuttavia, la squadra passa al 21', grazie al rigore di Parisi. La gioia dura 15 minuti, perchè ci pensa Montella a pareggiare i conti, prima del goal a inizio secondo tempo di capitan Sullo, bravo a segnare in ribattuta dopo una girata di Zampagna. In 4 minuti (64' e 68'), però, Montella ribalta tutto e porta la Roma sul 2-3, prima del pari di Giampà al 74' e del goal di Zampagna passato alla storia da queste parti, con un pallonetto a sorprendere Pelizzoli. Nella gara successiva la squadra viaggia alla volta di Milano, alla "Scala del Calcio", per affrontare il Milan. E quello non era il Milan che, con tutto il rispetto, vediamo oggi. La squadra, fresca del titolo di campione d'Italia, vantava giocatori del calibro di Kakà, Seedorf, Shevchenko, Nesta, Gattuso, Inzaghi, Maldini. E infatti la squadra soffre, soffre alla grande e nel secondo tempo va sotto a causa del goal di Pancaro. Ma è lì che esce la forza del Messina, che con i gol di Giampà al 54' e di Zampagna al 58' batte il Milan ed entra nella storia. Poco importa che siamo alla terza giornata, quella squadra già ha scritto una parte importante nella storia del Messina. Da lì in poi il campionato va benissimo e alla sesta giornata si gioca il primato con una squadra niente male, la Juventus. Tuttavia, la squadra perde 2-1 di fronte a 10.000 messinesi al seguito. Da lì in poi il Messina staziona nella media-alta classifica. Importante anche la vittoria nel derby con la Reggina, in rimonta (2-1), grazie alla coppia d'attacco Zampagna-Di Napoli. A gennaio arrivano due giocatori di cui sentiremo parlare: Cristante e D'Agostino. Nel girone di ritorno il Messina continua a regalare gioie a tutta la città, tra cui la storica vittoria con l'Inter per 2-1 grazie al goal, al 91', del terzino brasiliano Rafael. Il Messina chiude il campionato al settimo posto e festeggia due volte: prima per il risultato sportivo, poi per l'importantissima vittoria di Salvatore Sullo, riuscito a vincere la battaglia contro il cancro.
La squadra, grazie al piazzamento in campionato, potrebbe partecipare alla Coppa Intertoto, ma non ottiene la licenza. Da lì l'entusiasmo va disperdendosi, a gennaio del 2005 la tifoseria inizia a contestare il presidente Franza e la squadra retrocede in Serie B, ma i fatti di Calciopoli sconvolgono la classifica e riammettono il Messina nella massima serie. Nonostante ciò, anche a causa di scelte discutibili della dirigenza, la retrocessione è semplicemente rimandata di un anno.
Ne segue un campionato strano in seconda serie, al termine del quale la famiglia Franza non iscrive la squadra in Serie B e la società riparte dalla Serie D. Ora, preferiremmo risparmiarvi il racconto del periodo dal 2008 all'estate del 2011, ma per farla completa siamo obbligati a farlo.
Il 23 marzo 2009 il Messina, che nel frattempo si trova nei bassifondi della classifica in Serie D, viene prelevato dal romano Alfredo di Lullo, dando vita all'Associazione Calcio Rinascita Messina. Il passaggio avviene il 2 aprile 2009 e Di Lullo viene affiancato da Arturo Di Mascio e Marcella Chierichella. La squadra ottiene una a dir poco miracolosa salvezza grazie al goal di Ignazio Pannitteri all'87'. La squadra chiude al dodicesimo posto, piazzamento confermato anche nella stagione seguente.
Una gestione scellerata, che costringe la squadra a farsi pagare il pranzo dai tifosi e che spesso viene sfrattata dagli alberghi in cui alloggia, compromette seriamente le finanze societarie e nel 2010 cede la società a Piero Santarelli che, tuttavia, non rispetta le promesse fatte e si rivela come i proprietari i precedenti, se non peggio, e nel novembre 2010 la Chierichella cede la società all'imprenditore Bruno Martorano e Vincenzo Principato. Succede però un problema, con Martorano che addirittura rinuncia all'acquisto della squadra ma, in seguito a un ennesimo incontro fra le parti interessate, il 4 gennaio 2011 viene concretizzata la cessione al gruppo Martorano, che riesce a stento a portare a termine la stagione.
Segue un'estate di passione e di sofferenza per i tifosi giallorossi, con raccolte fondi per l'iscrizione della squadra, un'estate passata alla ricerca di imprenditori per risollevare il calcio in città. E quando tutto sembrava perso, nell'ultimo giorno utile per iscrivere la squadra, Raffaele Manfredi diventa presidente e iscrive la squadra in D.
Il resto, ovviamente, lo sapete. Abbiamo intenzione di non parlare di tutto quello successo con Lo Monaco, vogliamo soltanto chiudere facendo un in bocca al lupo grandissimo al presidente Stracuzzi, augurandogli di essere un nuovo Becker (andando a ritroso nel tempo), un nuovo Goffredo Muglia o, per fare contenti tutti, un nuovo Aliotta. In bocca al lupo, presidente.
Natale Stracuzzi

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