giovedì 22 gennaio 2015

QUANDO IL TEMPO SI BLOCCA, IL VERO SIGNIFICATO DEL DERBY DELLO STRETTO

C'è un giorno nel quale tutto ciò che ci circonda si ferma, un giorno nel quale, forse, il Dio del calcio cambia canale e, fregandosene dei vari Messi, Bale, Ronaldo, si sintonizza su una partita di lega pro. Agli occhi degli altri magari è una semplice di partita, alcuni amici possono dirti:"ma che te ne frega, tanto è solo calcio". No, non è solo calcio. E' una sfida tra culture, popoli, tifoserie. E' una partita che ti cambia la stagione, una per le quali non dormi la notte, una per le quali ti svegli prestissimo, senza bisogno di nessuna sveglia, col solo pensiero a quella partita, a quei 90 minuti di agonia da passare con i tuoi fratelli sui gradoni della curva. Ma che ne sanno loro, per loro tutto questo equivale semplicemente a 22 ragazzi che corrono dietro a un pallone e 10.000,15.000 sfigati che vanno a vederli.
Arriva finalmente il giorno della partita, ti svegli in tutta fretta, ti prepari, esci da casa, ti ricordi di esserti scordato la sciarpa, ritorni a casa, prendi la sciarpa ed esci, di nuovo, alla volta dello stadio, oggi pieno di facce mai viste prima. Ma il bello del derby è questo, solo certe partite hanno la capacità di risvegliare un'intera città e di ricordarle che esiste anche una squadra di calcio. Eccomi qui, sono arrivato, in curva si canta, l'atmosfera è incredibile. I miei fratelli, in mezzo a tutto quel bordello, li riconosco. Sposti gli occhi verso il settore ospiti e vedi arrivare gli infami, i rivali di sempre, sono 700, 800, 900, 1000, non importa, oggi bisogna fargli vedere chi siamo, sia sugli spalti che in campo. Inizia la partita, la nostra coreografia è maestosa, bella, imponente. Loro rispondono per le rime e ci sono tutti i presupposti per una partita di lega pro che merita ben altri palcoscenici. La partita in campo non è entusiasmante, ma non  importa, i giocatori sentono la tensione e a dare spettacolo ci hanno già pensato in curva.
Termina la partita, non importa il risultato, mi sono divertito coi miei compagni di curva, quelli che dopo aver mangiato merda in 6 anni si sono potuti gustare la LORO rivincita, la rivalsa di quei 300 presi in giro perchè continuavano a seguire una squadra allo sbando in D.
Torno a casa e ripenso alla giornata passata, penso a tutti gli occasionali che ho visto oggi, a tutti i cori che abbiamo fatto, alla coreografia, a tutti quelli del:"Cala sta bannera", al "Reggino dimmi che si sente", al fiato sospeso della curva ogni volta che la squadra si avvicinava verso l'area avversaria. E non importa il risultato, la partita l'ha vinta la curva sud. Il derby dello Stretto è urla, mal di gola, rimanere senza voce a fine partita, emozionarsi come un bambino dopo un gol, voglia di imporsi sul rivale, voglia di far vedere a tutti chi sei. Roba da far emozionare pure il Dio del calcio.

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