Siamo a Messina, è il 9 giugno 1963 e in piazza ci sono oltre 20.000 persone. In quel periodo Messina era sicuramente una delle più belle città d'Italia, che stava anche bene economicamente grazie al boom economico che stava colpendo tutta la nazione, ma per essere paragonata alle altre città italiane le mancava solo una cosa: la Serie A. Ecco il perchè di questi festeggiamenti: il Messina Calcio, al termine di una stagione memorabile, pareggia 1-1 con il Cosenza e festeggia la matematica promozione in Serie A, la prima nella sua storia. E chi se la scorda quella squadra: Ghelfi, Landri, Dotti, Canuti, Stocchi, Brambilla, Fascetti, Radaelli, Calloni, Rossi, allenatore signor Umberto Mannocci. Per la nuova stagione in città si respira un entusiasmo incredibile, perchè in mezzo alle big del calcio, a quelle che in quel periodo vincono tutto quello che trovano davanti, sia in campo nazionale che in campo europeo, c'è anche il Messina. La squadra viene rinforzata con giocatori come Marcelo Pagani che però non lascia mai il segno, Morelli, Morbello, più l'acquisto a gennaio di un peruviano dal Milan, sul quale però ci soffermeremo dopo. La stagione non inizia benissimo: dopo le prime due sconfitte contro Sampdoria e Milan arriva la prima vittoria al "Celeste" con il Lanerossi Vicenza (2-0), ma la squadra non ingrana e termine il girone di andata all'ultimo posto con soli 10 punti in 17 partite. E no, così non va, nel mercato invernale bisogna cambiare qualcosa. Così la società prova una scommessa, un peruviano in prestito dal Milan, Vìctor Benìtez, che mette il primo sigillo nella partita contro la Sampdoria, vinta 4-3 con un gol, appunto, suo e tre di Morelli. I risultati si iniziano a vedere: zero sconfitte nelle prime dieci partite del girone di ritorno, ma la salvezza ancora bisogna sudarla e ora giochiamo con Inter e Juventus: a Milano sono legnate, 4-0 per i nerazzurri, quindi è inutile pensare di vincere con la Vecchia Signora, la loro vittoria è scontata e noi ritorniamo a lottare per salvarci. E invece... Tribuna Sport, edizione del 20 aprile 1964: Sivori fuori, Caocci... dentro, il Messina vince con un autogol di un difensore juventino: 1-0. Ebbene sì, è successo l'impossibile, su cross sempre di quel bravino ragazzino peruviano, Caocci la butta nella propria porta, subito dopo l'espulsione di Omar Sivori. Da lì è pura formalità, due vittorie e due sconfitte e arriviamo all'ultima giornata, a Modena. E' tutto pronto in città, 10.000 messinesi a Piazza Duomo a vedere il match dal maxi-schermo, 10.000 persone che dimenticano tutto: la famiglia, gli amici non esistono più, oggi esiste solo il Messina. Il Messina pareggia e mantiene la Serie A grazie al contributo di un ragazzino preso fra lo scetticismo dei messinesi. La stagione dopo, Benitez va via e il Messina retrocede, ma chi se ne frega, il 1963-1964 rimarrà negli annali del calcio messinese.



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