martedì 23 dicembre 2014

AMARCORD: Quel pazzo Messina 2000-2001...

I festeggiamenti al termine di Messina-Catania 1-0.
Spesso ci capita di vivere storie molto particolari, alcune delle quali lasciano spesso segni indelebili in ognuno di noi. Quando queste storie hanno anche un lieto fine la felicità è doppia. Sicuramente è successo questo ai tifosi del Messina, che nella stagione 2000-2001 hanno visto giocare una delle squadre più forti che siano mai passate a Messina. Quella squadra, il Football Club Messina Peloro, non era composta da semplici calciatori, ma da uomini con gli attributi che sudavano sempre la maglia. Cecere, Criaco, Portanova, Buonocore, Marra, Torino sono solo alcuni dei nomi che resero grande quella squadra, e la portarono in Serie B dopo 9 anni. E dire che la stagione non era iniziata tanto bene, nelle prime tre giornate altrettanti pareggi con Viterbese, Pesaro e Fermana, alla quarta la vittoria con l'Atletico Catania e poi brutta batosta in casa dell'altra squadra di Catania, i rivali di sempre, che s'impongono 4-0.Ricordiamoci che quel Messina è pazzo, le cose semplici non gli piacciono. Così il Messina inanella una serie di risultati utili consecutivi (eccezion fatta per la sconfitta casalinga con la Torres, al termine della quale verrà esonerato il tecnico Paolo Beruatto, sostituito da Carlo Florimbi) che lo portano fra le prime della classifica. Siamo alla quattordicesima giornata, si va alla "Favorita", Palermo, contro la capolista. Sulla carta non ci sono storie, loro hanno il fattore campo, una squadra più attrezzata, il vantaggio in classifica. Ma non hanno tenuto conto sempre della pazzia di quel Messina, che va sotto dopo 50 secondi dall'inizio del match. Bene, sei sotto di un goal dopo 50 secondi, in un derby, in casa della capolista, ormai sei condannato alla sconfitta. Non andateglielo a dire a Buonocore e compagni, che al 26' guadagnano un rigore, tuttavia sbagliato da Torino. Ok, la fortuna non è dalla nostra parte, putemu annari a casa. E no, non ancora, perchè sulla ripartenza Buonocore serve Torino che si riscatta e trafigge Sicignano: 1-1, e ora il Messina vuole osare, fino a quando succede... siamo al 36', Criaco la passa a Di Fausto che serve Torino sulla fascia, cross e c'è Denis Godeas che insacca: il Messina sta vincendo a Palermo. Al 31' vengono espulsi Cecere per il Messina e Belmonte per il Palermo, e a 10 minuti dalla fine c'è un rigore per il Palermo. La fortuna non assiste il Messina quel giorno, ma non importa, perchè Cappioli prende il palo. Passano 10 minuti, 10 fottutissimi minuti più il recupero, e al fischio dell'arbitro è una festa giallorossa: il Messina vince a Palermo dopo 41 anni e si porta a un passo dalla vetta. Dopo quella partita il Messina inizierà a volare e si presenterà al match di ritorno col Palermo con due sole sconfitte contro Catania e Torres, le stesse del girone di andata, e a -5 dalla vetta. Anche questa volta il Messina vince e si porta a -2 e, mentre va a vincere a L'Aquila, il Palermo pareggia ad Andria: mancano due giornate, Messina e Palermo sono prime a pari punti, ma il Messina ha il vantaggio degli scontri diretti. Alla penultima vince col Savoia 2-0 e il Palermo espugna Nocera con il punteggio di 2-1. Andiamo all'ultima giornata: si va al 'Partenio', ad Avellino, una squadra che non ha molto da chiedere al campionato in quanto già qualificata ai play-off, ma può e vuole arrivare al terzo posto. Ci sono oltre 5.000 messinesi, pronti a fare festa. Il primo tempo tuttavia termina sullo 0-0, e arriviamo all'88' sempre sullo 0-0. No, non possiamo perdere così la promozione, e arriva il calcio di rigore per il Messina. Ah ecco, finalmente, ora per favore Torino segna e mandaci in B che ci siamo spaventati abbastanza.  Fin troppo banale per quel Messina. Torino sbaglia e, come se non bastasse, due minuti dopo una ripartenza dell'Avellino porta Caridi a segnare: l'incubo è realtà, il Messina dovrà giocarsi i play-off. La semifinale è ad Ascoli, all'andata la squadra di Florimbi perde 1-0, al ritorno vince 2-1 al "Celeste" e, vista la miglior posizione in classifica, va in finale. Contro il Catania, contro quella squadra che ci ha battuti sia all'andata che al ritorno. Non potevamo avere un avversario più facile? Se ci hanno battuto in campionato ci batteranno pure ora. E qui si consuma l'ultima pazzia del Messina: al 'Cibali' la squadra passa in svantaggio ma nel secondo tempo Sasà Marra porta il punteggio sull'1-1, e ora al ritorno sarà solo ordinaria amministrazione. 17 giugno 2001, al "Celeste c'è il tutto esaurito", la partita col Catania è troppo sentita, e poi non possiamo non salire in serie B dopo quello che è successo ad Avellino. Nel primo tempo il Messina gestisce la partita, nel secondo si deve difendere dagli attacchi del Catania, mentre nelle tribune non mancano gli scettici, quelli del:"Mi staiu cacannu i supra", "oggi piddemu", ma al 53' c'è il cross di Buonocore, Godeas è solo in area e viene messo giù: calcio di rigore, nessun dubbio. Se ne incarica Sullo. il capitano di mille battaglie, che trafigge Iezzo: il Messina è a un passo dalla serie B. Saranno 37 minuti di agonia, ma alla fine il "Celeste" diventa una bolgia: il Messina vola in Serie B, contro ogni pronostico, proprio quando tutto sembrava ormai perduto. Un giusto riconoscimento per l'eterno Emanuele Aliotta, il presidentissimo, e per tutti i giocatori, protagonisti di un'annata incredibile. Però alle volte il destino è un vero bastardo, e anche la festa si macchia di nero: nel pre-partita, durante gli scontri tra le due tifoserie, Tonino Currò viene colpito da una bomba esplosa proprio vicino a lui, in curva nord. Rimane in coma per qualche ora, ma il ragazzo, andato allo stadio assieme al fratello, muore in serata. E dire che senza un'infamità di un catanese, lui sarebbe rimasto coi suoi fratelli di curva a festeggiare e ad onorare le gesta di quel pazzo Messina 2000-2001...

Nessun commento:

Posta un commento